Perdita precoce dei denti da latte

Perdita precoce dei denti da latte

La perdita precoce dei denti da latte è una problematica comune che può causare la formazione di malocclusioni dentali.

La transizione da dente da latte a dente permanente è un processo complicato ma naturale, composto da una variazione di adattamenti fisiologici dell’occlusione (modo in cui i denti vengono in contatto) che avviene, o dovrebbe avvenire, in modo armonioso. Quando per diverse influenze, morfogenetiche o ambientali, ciò non avviene si può incorrere nella formazione di una malocclusione.

 

L’importanza dei denti da latte

I denti da latte ricoprono un ruolo essenziale nella crescita dei definitivi: permettono un miglior accomodamento del dente permanente, e mantengono la linea mediana e lo spazio per il successore, guidandolo in arcata.

Per questo la perdita di questi prima del tempo fisiologico può causare diversi problemi.

La perdita precoce dei molari decidui (da latte) può causare sovraffollamento nei casi in cui le arcate siano piccole e lo spazio limitato; di conseguenza, avvenuta l’estrazione del dente, lo spazio tenderebbe a chiudersi causando potenzialmente un sovraffollamento nelle arcate.

Tuttavia, i ricercatori discutono se la perdita precoce dei denti da latte possa effettivamente portare a problemi di funzionalità e, in tali casi, sull’importanza di mantenere lo spazio attraverso un apparecchio ortodontico. La perdita precoce dei denti da latte è anche considerata come un fattore che predispone ad alterazioni fonetiche, soprattutto riguardante i denti incisivi superiori decidui.

 

La ricerca

In un recente studio sono state analizzate le opinioni recenti sull’importanza della perdita precoce dei denti da latte su malocclusione e funzionalità della bocca e sull’utilizzo del mantenitore di spazio (apparecchio).

Purtroppo esiste molta discrepanza tra gli autori sull’importanza della perdita precoce dei denti decidui e sulle potenziali conseguenze sullo sviluppo delle malocclusioni. Di conseguenza, esiste poca evidenza concordante a favore o contro l’uso del mantenitore di spazio.

Questo sembrerebbe dipendere da fattori come: età del paziente, discrepanze scheletriche e quale dente venga perso precocemente.

Molti autori concordano che la perdita precoce dei secondi molari decidui causi problemi non indifferenti, in quanto tali denti servono per guidare i primi molari permanenti in arcata e posizionarli in modo armonioso con il resto dell’occlusione.

La perdita precoce dei secondi molari decidui, soprattutto se mascellari, risulta in una migrazione mesiale dei denti permanenti, e questo chiaramente comporta una predisposizione a una malocclusione dentale.

 

Quando è necessario l’apparecchio?

L’intervento intercettivo di una malocclusione prevede l’uso di un mantenitore di spazio. Andrebbe prima determinato se l’uso del mantenitore consentirà di evitare terapie ortodontiche complesse e prolungate, in assenza di altre anomalie occlusali.

Molti autori concordano che fino a 1 mm di perdita di spazio non sembrerebbe essere auspicato l’uso del mantenitore, ma qualora la perdita di spazio fosse molto più elevata oppure l’inclinazione dei denti mascellari tendesse a una posizione palatale, allora il mantenitore di spazio sarebbe consigliato.

Purtroppo l’argomento richiede maggiori approfondimenti e quindi ulteriori studi per poter giungere a conclusioni definitive.

 

Fonte:

http://www.dental-tribune.com/articles/specialities/general_dentistry/18302_perdita_precoce_dei_denti_decidui.htm