Cos’è il bruxismo?

Con il termine bruxismo si definisce l’abitudine a digrignare, serrare e strofinare i denti: un comportamento dell’apparato orale che, nella maggior parte dei casi, si compie in modo involontario durante il sonno leggero (fase REM), ma anche durante il giorno e la pratica sportiva. Questo movimento forzato è spesso causa di stress e determina tensione e stanchezza dei muscoli mandibolari, generando conseguenze importanti sia in ambito orale che in altri distretti corporei.

Il bruxismo viene generalmente considerato come una parafunzione, in quanto non rientra nella normale azione fisiologica della bocca, ma si associa ad altre abitudini non propriamente corrette, come ad esempio mangiarsi le unghie, morsicarsi le labbra, morsicare penne o matite e masticare chewing gum.

Le conseguenze del bruxismo sulla salute variano naturalmente in base all’intensità, alla frequenza e alla persistenza di questa patologia, ma non devono essere mai sottovalutate, perché possono arrivare a danneggiare diversi settori dell’organismo.

Tipologie di Bruxismo

Bruxismo notturno
Il bruxismo agisce principalmente nel sonno, esercitando sui denti una pressione che può arrivare fino ai 45 kg/cm². Se trascurato per molto tempo, il bruxismo può avere effetti dannosi sia fisici che estetici. Inoltre, i disturbi del sonno collegati al bruxismo possono generare ripercussioni sul benessere psicologico e lo stile di vita di chi ne soffre.

Bruxismo diurno
Il bruxismo diurno è invece meno indagato, ma in termini di incidenza si può dire che sia pari al notturno. Il bruxismo diurno può essere annoverato tra i disturbi posturali, in quanto comporta un concomitante incremento di tono dei muscoli cranio-cervicali e paravertebrali.
Il bruxismo diurno colpisce molto frequentemente i soggetti sportivi, sia professionisti che dilettanti. Negli sportivi il bruxismo è correlato a contratture muscolari, soprattutto dei muscoli paravertebrali del tratto cervicale.

Un’altra classificazione possibile del bruxismo è quella che dipende dalla direzione del movimento: il bruxismo di serramento comporta contrazioni massimali dei muscoli elevatori e quindi un movimento di tipo verticale; non provoca rumori udibili da terze persone, ma crea un notevole sovraccarico sui denti e sulle strutture parodontali. Il bruxismo orizzontale, invece, anche detto digrignamento, comporta forti attriti laterali tra le arcate, tanto da essere contraddistinto da forti rumori, usure dentarie e spostamento dei denti. Infine è possibile che avvenga lo sbattimento dei denti, ovvero delle rapide contrazioni in successione dei muscoli elevatori con movimenti semplici di chiusura.

Gli effetti dannosi del Bruxismo

  • Usura dei denti progressiva che, riducendosi, diventano piatti e affilati, effetto che può creare piccoli traumi su lingua e guance.
  • Usura dello smalto dentale in grado di provocare sensibilità dei denti al caldo e al freddo, oltre che al contatto con le setole dello spazzolino, così da coinvolgere gradualmente dentina e polpa del dente. La sensibilità a volte diventa dolore vero e proprio, paragonabile a quello delle carie.
  • Mobilità dentale: le continue sollecitazioni tendono a indebolire i denti, che possono subire delle spaccature dovute alla pressione; di frequente si può verificare la perdita di otturazioni o di capsule, oppure decementazione dei ponti. A lungo andare l’osso dei mascellari può cedere e i denti diventano mobili.
  • Disturbi del sonno: il rumore prodotto dal digrignamento dentale può essere tanto intenso da svegliare sia chi ne è affetto, sia i familiari.
  • Affaticamento della muscolatura masticatoria, che, non avendo la possibilità di riposare nemmeno di notte, diventa dolente. Le articolazioni temporomandibolari, infiammate e indolenzite, possono inoltre rendere difficoltoso aprire e chiudere la bocca.
  • Rumori e dolori alle articolazioni temporo-mandibolari con progressiva alterazione delle superfici articolari.

Le cause del Bruxismo

Nonostante non sia stata ancora individuata un’origine specifica del bruxismo, la medicina ritiene che questa patologia sia legata ad alcune cause psico-fisiche.

Cause psicologiche:

  • Ansia, stress, tensione emotiva.
  • Rabbia o frustrazione inespressa.
  • Personalità aggressiva, competitiva o iperattiva.

Cause fisiologiche:

  • Difetti di occlusione dentale (malocclusione).
  • Postura errata.
  • Disturbi del sonno.
  • Dolori collegati alla dentizione (nei bambini).
  • Dolori collegati alla dentizione e alla crescita e sviluppo della mandibola (nei bambini).
  • Uso di antidepressivi e droghe.
  • Uso eccessivo di caffeina e alcolici.
  • Disfunzioni del sistema nervoso, come il morbo di Parkinson.

Altri fattori che possono indurre al bruxismo come effetto collaterale:

  • Uso di antidepressivi e droghe.
  • Uso eccessivo di caffeina e alcolici.
  • Disfunzioni del sistema nervoso, come il morbo di Parkinson.

Proteggere i denti con il bite

Essendo il fenomeno dl bruxismo legato a una molteplicità di cause è difficile pensare a una terapia che possa curarlo in maniera definitiva.
Per questa ragione solitamente si interviene andando a prevenire gli effetti collaterali del problema indossando un bite: una mascherina in grado creare una barriera protettiva tra le due arcate dei denti e mantenere l’articolazione in posizione di riposo, alleggerendo la tensione della muscolatura e dell’articolazione.
Lo spessore del bite crea infatti un allungamento della muscolatura, causando una conseguente riduzione delle forze esercitate dai muscoli masticatori. Il risultato è una riduzione della tensione muscolare, che avviene grazie ad un’azione di stretching della muscolatura durante le fasi del sonno o del giorno.

Sport, yoga e relax

Un’altro rimedio al problema del bruxismo potrebbe essere quello di praticare attività sportiva, in quanto, è molto importante controbilanciare le tensioni concentrate nella zona del viso con un uso corretto della muscolatura di tutto il corpo. Quindi viene spesso consiglio ai pazienti di fare pilates, nuoto o yoga.