Tè verde: un valido aiuto per i nostri denti

Tè verde: un valido aiuto per i nostri denti

Il tè verde, tra le varie proprietà, svolge un’azione benefica nei confronti di gengivite e parodontite.

Il tè verde

Bevanda dal sapore delicato ma intenso e originario della Cina, è stato utilizzato da millenni come cibo-farmaco in estremo Oriente. Importato in Occidente dopo aver subito processi di ossidazione e fermentazione, il tè verde è particolarmente ricco di flavonoidi, aminoacidi, polifenoli e vitamina C.

Lo studio ed i risultati

Uno studio giapponese pubblicato sul Journal of Periodontology ha analizzato un campione dal quale è emerso che i soggetti che fanno regolarmente uso di tè verde mostrano denti e gengive più sani di quelli che non ne bevono. Inoltre, non essendo fermentato, può essere consumato in modo regolare anche da colore che soffrono di intolleranze alimentari al lievito.

Antiossidante naturale

Il tè verde, tra i vari benefici trovati dalla ricerca, svolge un’azione positiva nei confronti di gengivite e parodontite: ciò è dovuto alla presenza della catechina, una molecola antiossidante capace di contrastare i processi infiammatori che spesso minacciano la salute della nostra bocca.

La catechina naturalmente contenuta nel tè verde infatti non solo uccide i batteri presenti all’interno della bocca, ma, in virtù delle sue qualità antiossidanti, arresta lo sviluppo e l’evoluzione delle malattie gengivali.

Alleato contro la placca

Ricco di vitamina C, dalle spiccate proprietà antibatteriche e cicatrizzanti, il tè verde si è dimostrato anche un prezioso alleato nella pulizia del cavo orale. Bevuto come infuso ma anche usato per gli sciacqui, lenisce, decongestiona e risana le arcate gengivali apportando benefici alla salute della bocca e, di riflesso, di tutto il corpo.

Promuove la salute delle gengive

Infine il tè verde può essere utilizzato come collutorio per prevenire le carie e promuovere la salute delle gengive. Ha inoltre un effetto disinfettante e calmante che rilassa ed evita le tensioni notturne che possono favorire il bruxismo.

Fonte

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3459493/