Emicrania cronica e il disturbo alla mascella: c’è un legame

Emicrania cronica e il disturbo alla mascella: c’è un legame

Una nuova ricerca ha trovato un collegamento tra le emicranie croniche e una condizione comune delle mascelle chiamata disturbo temporomandibolare (TMD). Gli scienziati infatti pensano che questo disturbo possa aumentare la gravità e la frequenza degli attacchi di emicrania.

I risultati

“Il nostro studio dimostra che i pazienti con emicrania cronica, ovvero con attacchi che si verificano in oltre 15 giorni al mese, hanno la probabilità tre volte più elevata di segnalare sintomi più gravi di TMD rispetto ai pazienti con emicrania episodica”, afferma Lidiane Florencio, una dei ricercatori dell’Università di São Paulo in Brasile.

Cos’è il TMD?

Il disturbo temporo-mandibolare (TMD- temporomandibular disorder) è un termine che abbraccia un certo numero di sintomi che spesso includono dolore alle articolazioni, movimento ridotto delle mascelle, scatto o scivolamento dell’articolazione, dolore muscolare e fatica, che si estendono fino al collo.

L’articolazione temporomandibolare collega la mascella al cranio da entrambi i lati del viso. Sebbene il TMD è da sempre ritenuto essere correlato principalmente allo stress e al sovraccarico muscolare, i ricercatori hanno anche esaminato le associazioni tra il legame temporomandibolare e le emicranie.

Lo studio: il legame tra TMD e emicrania cronica

La squadra di Florencio ha esaminato per la prima volta il legame tra il TMD e emicrania cronica.

Al contrario dei pazienti che hanno emicrania episodica (che quindi si verificano meno di 15 volte al mese), gli emicranici cronici analizzati hanno sofferto di  attacchi per oltre 15 giorni al mese per almeno 3 mesi.

Il campione analizzato è composto da 84 donne tra i 30-35 anni così suddiviso: 21 con emicrania cronica, 31 con emicrania episodica e 32 alcun tipo di emicrania.

I risultati

I sintomi di TMD sono stati osservati in poco più della metà (54%) dei partecipanti al controllo, ma questa cifra è salita all’80% degli emicranici episodici e al 100% di quelli cronici.

Le considerazioni

Secondo la squadra, i legami tra emicrania e TMD potrebbero riguardare le terminazioni nervose chiamate nocicettori che elaborano il dolore in risposta a stimoli pericolosi o nocivi.

“La ripetizione di attacchi di emicrania può aumentare la sensibilità al dolore”, spiega Florencio.

E aggiunge: “D’altra parte, il TMD può essere considerato un potenziale perpetuante fattore per l’emicrania perché agisce come un input costante nocicettivo che contribuisce a mantenere la sensibilizzazione centrale e processi anomali del dolore”.

La condizione di TMD stessa non sembra prevedere chi avrà le emicranie, ma la squadra pensa che possa aumentare la frequenza e la gravità degli attacchi.

L’emicrania e  il TMD

“Sappiamo che l’emicrania non è causata dal TMD”, afferma Florencio. “L’emicrania è una malattia neurologica con cause multifattoriali, mentre il disturbo temporo-mandibolare, come il dolore del collo del cervicalgia e altri disturbi muscoloscheletrici, è composto da una serie di fattori che aumentano la sensibilità di chi soffre di emicrania”.

Nel futuro

Per comprendere appieno il meccanismo causale che si svolge sono necessarie ulteriori ricerche, ma per ora i ricercatori dicono che il loro lavoro aiuterà i medici a trattare i pazienti con emicrania, in quanto cercheranno fuori qualsiasi segno di TMD che potrebbe peggiorare il dolore emicranico.

 

Fonte:

http://www.jmptonline.org/article/S0161-4754(17)30045-3/fulltext

https://www.sciencedaily.com/releases/2017/09/170924103759.htm