Perché facciamo fatica a prendere sonno quando siamo sotto stress?

Perché facciamo fatica a prendere sonno quando siamo sotto stress?

Un gruppo di ricercatori giapponesi ha individuato i neuroni alla base del legame tra emozioni e sonno. Questa scoperta potrebbe portare, in futuro, alla creazione di farmaci per curare i disturbi legati all’ansia e all’insonnia.

Notti insonni? Ansia, stress e troppo eccitamento sarebbero le emozioni che influenzano lo stato di veglia e che possono causare l’insonnia, anche se i meccanismi alla base del nostro cervello sono ancora poco chiari.

Ansia e sonno sono collegati

Gli scienziati dello Sleep Institute in Giappone guidati da Takeshi Sakurai, vice direttore dell’International Institute for Integrative Sleep Medicine dell’Università di Tsukuba, hanno scoperto come l’ansia e l’assenza di sonno siano collegati tra loro nel nostro cervello. Questo è stato spiegato nel loro studio pubblicato sulla rivista Neuroscienze.

I ricercatori giapponesi hanno dunque deciso di analizzare l’attività dei neuroni con lo scopo di comprendere come le emozioni, quali stress, paura ed eccitazione, interagiscano con il sonno. In questo modo si potranno sviluppare nuovi farmaci per combattere il disturbo d’ansia e/o disturbi del sonno.

Lo studio

Quando siamo davanti a situazioni stressanti o emotivamente rilevanti, il nostro comportamento si sposta in uno stato vigile, alterando le condizioni fisiologiche attraverso la modulazione delle funzioni autonomiche (cioè che riguardano il sistema nervoso) ed endocrine (che riguardano gli ormoni).

L’oggetto dello studio sono i nuclei della base della stria terminale (BNST), che sono una parte dell’amigdala estesa, che è generalmente considerata avere un ruolo chiave nella risposta allo stress, alla paura e all’ansia.

La scoperta

I ricercatori hanno scoperto che, intervenendo sui neuroni GABAergici nei BNST durante il sonno in fase non REM, i topi studiati si sono immediatamente svegliati senza l’oressina, neurotrasmettitore di grande importanza per regolare il ritmo sonno-veglia. Inoltre, la stimolazione degli stessi neuroni durante il sonno REM non ha svegliato i topi.

Le considerazioni ed il futuro

Lo studio ha rivelato che il cervello ha un ruolo nel ritmo sonno/veglia in caso di stress, paura o eccitazione.

“Questo ci fornisce un’importante conoscenza della fisiopatologia dell’insonnia e del ruolo dell’oressina. Si spera possa essere un nuovo passo per sviluppare rimedi contro i disturbi del sonno”, dice Sakurai.

 

Fonti:

http://www.tsukuba.ac.jp/en/research-list/p201706301550

http://www.jneurosci.org/content/early/2017/06/22/JNEUROSCI.0245-17.2017