Il bruxismo nel bambino

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I bambini digrignano i denti?

Il bruxismo è un fenomeno che genera sempre molti dubbi e domande, soprattutto nei molti genitori di bambini in età scolare o prescolare che alla notte sentono i loro piccoli fare strani stridii, a volte anche molto intensi, preoccupati che possano consumarsi i denti o che il bruxismo possa “nascondere” altro.

Il bruxismo: cos’é?

Iniziamo facendo un poco di chiarezza su cosa si intende “scientificamente” per bruxismo.

Il bruxismo non è una “malattia” ma è un’attività ripetitiva dei muscoli masticatori caratterizzata dal serrare e digrignare i denti in una serie di movimenti involontari, regolata dal sistema nervoso centrale. Quindi non bisogna più pensare al bruxismo come ad una patologia in sé per sé ma come ad un comportamento che può essere la spia, la manifestazione di altri problemi, un po’ come lo è la temperatura corporea: se sale troppo indica che c’è qualcosa che non va.

Nei bambini il bruxismo è un’attività molto diffusa, le percentuali riportate negli studi scientifici oscillano tra il 3% e il 40%. Poiché il fenomeno origina dal sistema nervoso centrale è importante non limitarsi ad osservare la bocca del piccolo paziente, per osservare l’eventuale grado di abrasione dentale, ma è necessario fare un’analisi più ampia della situazione e valutare il piccolo paziente a 360°.

Bruxismo e stress

Il primo approfondimento che dobbiamo fare nel bimbo che digrigna i denti di notte è legato alla sfera psico-emozionale. Ci sono problemi in famiglia o a scuola? Il bambino risente di qualche tensione o fatica a gestire le sue ansie e le sue paure? Durante il periodo “Covid-19” ha sofferto di particolari restrizioni? Attraverso il bruxismo il bambino sfoga in maniera del tutto inconscia e involontaria le sue tensioni emotive, che possono essere più accentuate in bambini particolarmente sensibili.

Stargli vicino, incoraggiarlo ad aprirsi e rassicurarlo posso sicuramente aiutarlo a stare più sereno, ma ovviamente dipende dalla singola situazione.

Rendere la routine del sonno un momento di rassicurazione, di coccola, di piccole attenzioni rilassanti e, al contrario, evitare tv e tablet nell’ora antecedente la nanna e gli stimoli eccessivamente eccitanti, così come la somministrazione di zuccheri, aiutano ad associare il momento del sonno ad emozioni rilassanti invece che di paura ed abbandono.

Bruxismo e respirazione notturna

L’altro aspetto fondamentale da indagare è quello della respirazione.

Se il bambino di notte fatica a respirare, presenta episodi di bruxismo alternati ad episodi di russamento notturno, dorme con la bocca aperta e magari di giorno presenta difficoltà di concentrazione o è irritabile, è importante sospettare un problema di respirazione notturna, che va necessariamente affrontato insieme all’odontoiatra pediatrico o all’ortodontista.

Il palato stretto, una difficile respirazione dal naso, la presenta di frequenti allergie o raffreddori, una mandibola poco sviluppata, l’esposizione al fumo di sigaretta passivo e il sovrappeso possono essere fattori che rendono la respirazione notturna poco efficace, con stressanti diminuzioni dell’apporto di ossigeno al cervello.

Questo stress eccita il sistema nervoso del piccolo paziente, che risponde provocando il fenomeno del bruxismo.

Il risultato è un sonno frammentato e poco riposante, in cui il cervello non riesce a riposare a sufficienza e non riesce a  eliminare le connessioni neuronali inutili per poterne stabilire di nuove. Questo fenomeno è detto di “potatura neuronale” ed è fondamentale al fine di imparare nuove abilità e immagazzinare nuove informazioni.

Si comprende quindi come una scarsa qualità del sonno posso avere delle ripercussioni indelebili sull’intero sviluppo psico-fisico del bambino e questo è il motivo per cui è fondamentale affidarsi ad un professionista con una preparazione specifica sui bambini, che è l’odontoiatra pediatrico.

Il bruxismo e la terapia odontoiatrica: protezione dei denti e miglioramento della respirazione nasale

Durante la visita l’odontoiatra pediatrico deve analizzare l’intera morfologia facciale del bambino (e non solo la dentatura) e deve creare un forte legame di fiducia con lui, facendolo sentire in un ambiente protetto. Con questa sicurezza il bimbo potrà sentirsi libero di poter esprimere le proprie paure o ansie senza il timore di essere giudicato. L’odontoiatra pediatrico valuterà quindi il miglior percorso diagnostico-terapeutico, che potrà essere in collaborazione con altre figure professionali, come quella dell’otorinolaringoiatra (per frequenti problemi di adenoidi o tonsille ipertrofiche), del logopedista o dello psicologo, quando ritenuto necessario.

Dal punto di vista della terapia odontoiatrica si può lavorare su due aspetti principali: la protezione dall’usura dentale e il miglioramento della respirazione nasale.

Per proteggere i denti si possono utilizzare dispositivi morbidi da indossare di notte che permettano comunque la permuta dentaria e lo sviluppo delle arcate.

Per migliorare la respirazione si dovrà invece intervenire sulla volta palatale, che di fatto è il “Pavimento” del naso, allargandola con un espansore palatale, cementato nella bocca del piccolo paziente, per rendere il naso più ampio e facilitando così la respirazione nasale.

Conclusioni & anticipazioni…

Un bambino sereno, che respira bene con il naso terrà la bocca chiusa durante il sonno, riposerà meglio, si ossigenerà di più, respirerà aria più umida e meno irritante, si ammalerà di meno di raffreddore e, grazie alla corretta spinta linguale, avrà un migliore accrescimento cranio-facciale.

Qui si apre tutto un mondo sul ruolo della lingua all’interno dello sviluppo della faccia, ma sarà per la prossima puntata…

Giulia Borromeo
Giulia Borromeo
Dott.ssa Giulia Borromeo, odontoiatra, esercita la libera professione presso diversi studi lombardi e presso l'Istituto Stomatologico Italiano occupandosi prevalentemente di gnatologia, disturbi del sonno e stili di vita.
Perfezionata in Dolore Cefalico.