Tenere sotto controllo il consumo di fluoro nei bambini

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Più fluoro meno carie! Lo studio

Un recente studio dell’Università di New York ha mostrato che un eccessiva ingestione di fluoro nei bambini tra 0 e 9 anni determina una condizione, chiamata “fluorosi”, che intacca lo smalto dei denti rendendoli più fragili e determinando un processo di demineralizzazione. 

Cos’è il fluoro e perché è importante per i denti

Il fluoro è un minerale estremamente importante per la salute dei nostri denti per due ragioni: 

  1. Se somministrato per bocca nelle giuste quantità dal 4° mese di gravidanza fino ai 12-13 anni di età (periodo durante il quale si formano gli elementi dentali, decidui prima e definitivi poi), esso costituisce la fluoroapatite che è più resistente agli attacchi acidi rispetto all’idrossiapatite, componente “normale” dello smalto dentale. Se questa viene inglobata nella giusta misura negli strati profondi dello smalto, avremo un dente più resistente agli acidi e ai batteri.
  2. Applicato localmente sui denti, attraverso dei gel professionali ad alta concentrazione o attraverso dentifrici al fluoro, esso rinforza lo smalto superficiale, creando uno strato esterno di fluoroapatite che rinforza e ripara lo smalto dentale. Il fluoro inoltre, sciolto nella saliva, inibisce la crescita batterica, combattendo così la malattia cariosa.

E allora perché il fluoro può essere dannoso per i denti?

Come accennavamo prima è importante che l’assunzione di fluoro non superi le quantità raccomandate dall’OMS, che è pari a 1mg/die dai 6 ai 13 anni di età.

In alcuni paesi l’acqua potabile viene fluorata, questo non accade in Italia in quanto le acque potabili italiane sono mediamente fluorate nella dose di 1 mg/l, rendendole adatte al consumo. Purtroppo spesso però in famiglia vengono acquistate acque del commercio in bottiglia, la cui concentrazione di fluoro può variare.  

Se l’assunzione per bocca di fluoro nel periodo di formazione dentale è eccessiva, ad esempio perché vengono sommati l’uso di acqua potabile e il ricorso a specifici integratori, il fluoro diventa dannoso, determinando la fluorosi.

Come si riconosce la fluorosi?

La fluorosi è rappresentata da macchie biancastre, dall’aspetto gessoso e opaco, presenti più comunemente sugli incisivi centrali e nei primi molari. Queste aree sono più porose e deboli e dunque vanno più facilmente incontro ad ingiallimento o a processi cariosi. L’aspetto finale è un antiestetico sorriso “marezzato”. 

Nei casi più gravi questo indebolimento può coinvolgere tutta la superficie del dente, che può assumere una superficie irregolare e rugosa. 

La fluorosi coinvolge soprattutto i denti permanenti, si manifesta già all’eruzione dentale, quindi a partire dai 6 anni di età e deve essere tenuta sotto stretto controllo dal dentista pediatrico in quanto necessita di trattamenti specialistici.

Purtroppo, osserva il professor Lacruz (Università di New York), i molteplici meccanismi che determinano la fluorosi non sono ancora completamente chiari. Il fluoro potrebbe avere effetti tossici sugli ameloblasti ( le cellule che formano il smalto), potrebbe influire sul metabolismo del calcio da parte degli ameloblasti (il calcio è il principale componente dell’idrossiapatite) oppure potrebbe interagire con l’idrossiapatite una volta prodotta e depositata dagli ameloblasti. Infine, potrebbe interferire con l’azione delle amelogenine, proteine coinvolte nella produzione e stabilizzazione dei cristalli di smalto.

Fonti

https://www.nyu.edu/about/news-publications/news/2020/february/fluorosis.html

https://doi.org/10.1126/scisignal.aay0086