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BiteSalute orale

Bite o mascherina dentale:

Con il termine generico “bite“, negli anni, è stato indicato qualunque dispositivo che venisse inserito in bocca, tra arcata superiore e inferiore, e mantenesse i denti separati fra loro. 

Ma è davvero così? Sono tutti bite? 

In realtà esiste un universo variegato di Essix, mascherine termostampate di contenzione, bite in resina e paradenti… 

Spesso viene fatta molta confusione: tipicamente il paziente è convinto di indossare un bite e invece ha una mascherina sottile di contenzione, che non si può considerare un bite.

Vediamo meglio insieme le differenze.

Inizia tutto con l’impronta

Per tutti si parte dall’impronta dei denti, solitamente in alginato, un materiale morbido che indurisce in un paio di minuti. Oggi è possibile prendere le impronte anche con scanner ottici di ultima generazione, eliminando i fastidi delle impronte (a volte stimolano un po’ un senso del vomito).

L’impronta tradizione è dunque il “negativo” dei denti; al suo interno, in laboratorio, viene colato del gesso fluido che, una volta indurito, riproduce fedelmente la forma della bocca: è da questo modello in gesso che, su richiesta del dentista, l’odontotecnico realizza qualunque manufatto, che sarà quindi assolutamente personalizzato.

La mascherina termostampata: comodità e leggerezza

Un Essix, o mascherina trasparente termostampata, è generalmente una sottile mascherina di contenzione ortodontica: viene dunque concepita soprattutto per tenere fermi i denti (contenerli in quella posizione, ecco perchè si chiamano “di contenzione“) dopo che sono stati raddrizzati con l’apparecchio

Sono sottili (lo spessore è di circa 0,8-1 mm) e piuttosto comode ma non sono concepite per proteggere i denti da un bruxismo intenso o per “equilibrare” la bocca.

Si tratta di un foglio sottile di materiale termoplastico che viene scaldato in laboratorio e stampato sui modelli in gesso. Così facendo, il foglio malleabile assume perfettamente la forma dei denti, come un sottilissimo guscio perfettamente su misura.

Se ne possono usare due, una per l’arcata superiore e una per l’arcata inferiore, per tenere fermi così tutti i denti.

In alternativa se ne usa solo una sull’arcata superiore e per i denti inferiori si adotta una contenzione fissa, un filo metallico incollato sui denti sul versante linguale.

L’aspetto principale che le differenzia dal bite è quindi proprio la sottigliezza: in questo modo sono comode e portabili ma non proteggono da un bruxismo intenso e non bilanciano l’occlusione, non proteggono le articolazioni e non rilassano i muscoli (o proprio in minima parte). 

Sono quindi indicate dopo la terapia ortodontica con l’apparecchio, per un uso notturno, da indossare anche per diversi anni (purtroppo i denti tendono spesso a recidivare, ossia a tornare nella posizione precedente, leggi di più qui).

Il bite: resistenza e sostegno

Abbiamo già visto in un precedente articolo le differenze tra i diversi tipi di bite: questi possono essere realizzati su misura non solo in resina ma anche con dei materiali termoplastici stampati. 

Il bite in resina è il più “classico“, il più resistente, quello migliore per le bocche più irregolari o dove ci sono denti mancanti: insomma è il più performante ma anche il più costoso e il più difficile da realizzare e personalizzare.

Il bite termostampato è di più semplice realizzazione e personalizzazione ma consente minori adattamenti occlusali, quindi ha una minore adattabilità nelle bocche più irregolari. 

Di fatto il bite termostampato viene realizzato con lo stesso procedimento delle mascherina di contenzione ma, avendo un maggiore spessore, di almeno 2 mm (le contenzioni si aggirano intorno a 0,8-1mm) esso garantisce più sostegno e protezione.

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Dove sta la differenza tra bite termostampato e mascherine di contenzione?

Mentre il bite in resina non è possibile confonderlo con una mascherina di contenzione, per i bite termostampati le differenze sono più sfumate… come faccio a riconoscerli?

Come accennato, la differenza sta principalmente nello spessore dei diversi dischi utilizzati.

Se siamo di fronte ad una termostampata di almeno 2 mm di spessore possiamo dire che essa avrà anche un buon effetto bite di protezione e sostegno. 

Se invece il suo spessore è inferiore la sua efficacia sarà principalmente di contenzione: tanto più sarà sottile, tanto minore sarà la sua efficacia in termini di protezione e sostegno.

Inoltre le mascherine termostampate hanno uno spessore omogeneo su tutta l’arcata: più sono sottili e meno necessitano di ritocchi per adattarsi correttamente alla bocca di ciascuno, più sono spesse e più avranno bisogno di essere adattate per bilanciarle correttamente.

Il bite in resina viene invece proprio realizzato fin dall’inizio con degli spessori differenziati in ciascun punto della bocca: esso andrà comunque provato e personalizzato ma nasce per garantire un sostegno assolutamente personalizzato. 

Posso usare il bite come contenzione ortodontica?

Si, il bite (in resina o termostampato) può essere utilizzato anche come contenzione ortodontica in pazienti che presentano un forte bruxismo o che presentano problematiche temporo-mandibolari. Il fatto che sia realizzato perfettamente su misura sui denti gli permette di avvolgerli in modo molto preciso e dunque di tenerne la posizione.

Poiché il bite è più ingombrante, e quindi un po’ più scomodo, esso non è necessario in pazienti che stanno bene e che quindi non soffrono di bruxismo o di disturbi temporo-mandibolari: per loro le mascherine sono sicuramente la soluzione migliore.

Posso usare la mascherina di contenzione come bite?

Se il bite può essere utilizzato anche come contenzione ortodontica, le mascherine non possono essere utilizzate come bite.

Per le loro caratteristiche di sottigliezza non possono svolgere entrambi i compiti, si consumerebbero in breve tempo a causa del bruxismo, fino a rompersi, e, non potendo venire calibrate correttamente, difficilmente riescono a migliorare il rilassamento muscolare. Inoltre sono di solito troppo sottili per garantire un buon sostegno articolare in caso di dolore o infiammazione.

In conclusione…

Non è un caso che il bite abbia un costo maggiore delle mascherine, è di più difficile realizzazione e adattamento ma garantisce decisamente migliori performance, infatti può servire sia come terapia in caso di Disordini Temporo-Mandibolari e bruxismo, sia come contenzione.

In molti casi però il bite non è necessario: se non c’è bruxismo e non ci sono disturbi meglio scegliere qualcosa di comodo e leggero per tenere “solo” fermi i denti!

Gnatologa - Ortodontista
Odontoiatra Specialista in Ortognatodonzia, si occupa di Ortodonzia e Gnatologia. Affianca all'attività clinica la divulgazione scientifica, sua prima passione, in qualità di docente del corso per Assistenti di Studio Odontoiatrico presso la Fondazione Clerici di Lodi e di tutor presso il reparto di Ortognatodonzia dell'Università di Pavia. Esercita la libera professione presso lo Studio Tessera di Lodi e presso lo Studio ADEC di Milano.

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