Bruxismo? Potrebbe essere colpa dell’inquinamento elettromagnetico in camera da letto

Bruxismo? Potrebbe essere colpa dell’inquinamento elettromagnetico in camera da letto

Quando si parla di cause del bruxismo si è sempre soliti far riferimento allo stress ed in generale a cause psicologiche. Pochi mettono l’attenzione sui possibili danni che l’inquinamento elettromagnetico può arrecare alla qualità del nostro sonno. 

Abbiamo incontrato Nicola Limardo, architetto e tra i massimi esperti di elettrosmog.

Gli inquinanti elettromagnetici in camera da letto

“Il nostro letto è il posto in cui passiamo circa un terzo della nostra giornata – spiega Limardo – se è posizionato in punti che presentano disturbi elettromagnetici ne può risentire la nostra salute”.

Sono due le possibili cause di radiazioni nocive: quelle naturali, ossia quelle prodotte dalla terra e quelle artificiali come gli impianti elettrici e tutti i device tecnologici che teniamo in stanza.

Se il nostro corpo è sottoposto in modo continuo a radiazioni potenzialmente nocive, queste possono interferire sulla ghiandola pineale riducendo la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia.

Un sonno disturbato da campi elettromagnetici diventa poco riposante e nelle persone predisposte può addirittura favorire il bruxismo” chiarisce Limardo.

Cosa possiamo fare per schermare la nostra camera da letto?

“Innanzitutto è necessario fare una rilevazione in loco per capire che tipo di radiazioni siano presenti in camera da letto – spiega Limardo – quindi possiamo valutare come intervenire. Abbiamo messo a punto dei sistemi testati dall’Istituto di Ingegneria Nucleare che schermano il letto dalle radiazioni che provengono dalla terra, quindi dal basso. Ma non basta, esistono anche radiazioni che provengono dai circuiti elettrici che magari passano nella parete dietro la testa, in questo caso è possibile applicare una protezione dietro la testiera del letto.” Per chi volesse approfondire di più vi consigliamo di visitare il sito dello stesso dott. Limardo, www.geoprotex.com