Ecco perché se sei stressato rischi di digrignare i denti la notte (danneggiandoli)

Ecco perché se sei stressato rischi di digrignare i denti la notte (danneggiandoli)

Il 70% dei casi di bruxismo sono associati a condizioni di stress, a confermarlo sono sempre più studi che mettono in evidenza come i ritmi della vita sempre più serrati e le città sempre più densamente popolate contribuiscano in maniera importante ad aumentare i livelli di stress nella popolazione. 

Professionista di alto livello o casalinga non fa molta differenza: dal lavoro, dalla famiglia, da condizioni economiche difficili o semplicemente da una vita quotidiana impegnativa tutto porta all’aumento dello stress ed anche dei casi di bruxismo.

I lavori più soggetti a stress

Se è vero che le cause dello stress vengono dai più diversi ambiti della vita è altrettanto vero che ci sono professioni più stressanti di altre. 

Diversi studi ad esempio hanno messo in luce come il personale delle forze dell’ordine abbia il 50% di possibilità di essere bruxista a causa dello stress. Si tratta di un’incidenza 7 volte superiore rispetto alla popolazione normale. Anche chi lavora nelle tecnologie (IT) ha un alto tasso di bruxismo, ben il 59,2% di possibilità.

In tutti i settori comunque c’è un alto rischio di stress: la richiesta di lunghe ore di lavoro, competizione tra colleghi, ambienti di lavoro male illuminati, etc.. sono tutte situazioni che contribuiscono ad aumentare i livelli di stress. 

Cosa fare per contrastare il bruxismo

Ci sono degli studi che spiegano come digrignare i denti di notte (bruxare) sia il meccanismo fisiologico del corpo per scaricare lo stress accumulato che non si è riusciti a scaricare in altro modo. Questo comportamento però è dannoso: danneggia i denti e favorisce l’insorgere di dolori cronici a collo, mascella e spalle.

Quello che si deve fare pertanto è agire su due fronti: da un lato contrastare lo stress, dall’altro proteggere i denti

Per approfondire ti consigliamo di leggere il questo articolo
https://ilbruxismo.it/uncategorized/e-un-problema-essere-bruxisti-poche-persone-sanno-cosa-voglia-dire-e-pochi-ti-capiscono/

L’utilizzo del bite per proteggere i denti

Il bite è una valida soluzione per proteggere i denti dai danni del digrignamento ed anche, in certi casi, per tenere più rilassata la muscolatura. Generalmente viene fatto su misura dal dentista dopo la visita che ha diagnosticato il bruxismo. A volte però i pazienti, soprattutto se soffrono di bruxismo in modo lieve o sporadico, non se la sentono di affrontare la spesa di un bite personalizzati. In questi casi esistono anche dei bite automodellanti che si trovano in farmacia. 

L’utilizzo del bite resta comunque l’unica soluzione per proteggere i denti dai danni del bruxismo, non rappresenta tuttavia la cura delle cause.

Ridurre lo stress e rilassarsi

E’ fondamentale capire che il bruxismo non è una malattia come potrebbe essere l’ipertensione o il diabete. Il bruxismo è il segnale che il nostro corpo ci manda per dirci che qualcosa nella nostra vita non va e genera stress.

La prima cosa da fare quindi è prendersi del tempo per guardarsi dentro e cercare, laddove possibile, di cambiare il nostro modo di vivere la quotidianità e l’ambiente di lavoro.

Alle volte ci si accorge di avere le giornate troppo impegnative sia a livello lavorativo che nella vita privata, rinunciare a qualcosa potrebbe essere molto salutare. Ricordatevi infatti che una vita troppo stressata non causa solo bruxismo, alla lunga nel tempo può portare a situazioni più gravi dovute all’infiammazione cronica come il diabete, disordini metabolici fino anche a favorire l’insorgenza di tumori.

Oltre a rimettere ordine nella propria vita sarebbe importante imparare tecniche di rilassamento, in questo caso ce ne sono varie, basta scegliere quella che si sente più affine. Un grande aiuto arriva anche dall’attività fisica: se siete troppo sedentari varrebbe la pena impegnarsi in qualche sport, anche solo un corsa una volta a settimana.

Fonti:

Abekura, H., Tsuboi, M., Okura, T., Kagawa, K., Sadamori, S., & Akagawa, Y. (2011). Association between sleep bruxism and stress sensitivity in an experimental psychological stress task. Biomedical Research, 32(6), 395–399.

Ahlberg, J., Rantala, M., Savolainen, A., Suvinen, T., Nissinen, M., Sarna, S., Lindholm, H., & Kononen, M. (2002). Reported bruxism and stress experience. Community Dent Oral Epidemiol, 30, 405–408

The Bruxism Association. (n.d.). Causes of Bruxism. Retrieved from http://www.bruxism.org.uk/causes-of-bruxism.php?PHPSESSID=qgdgpcbl5ml6sppl843gehqjf0

Carvalho, A. L. D. A., Cury, A. A. D. B., & Garcia, R. C. M. R. (2008). Prevalence of bruxism and emotional stress and the association between them in Brazilian police officers. Brazilian Oral Research, 22(1), 31–35.

Orthlieb, J.-D., Tran, T.-N.-N, Camoin, A., & Mantout, B. (2013). Propositions for a cognitive behavioural approach to bruxism management. J. Stomat. Occ. Med., 6, 6–15.

Rao, S.K., Bhat, M., & David, J. (2011). Work, stress, and diurnal bruxism: A pilot study among information technology professionals in Bangalore City, India. Hindawi Publishing Corporation. doi:10.1155/2011/65489

Sato, S., et al. (2008). Bruxism and stress relief. In M. Onozuka & C. Yen (eds.) Novel Trends in Brain Science (pp. 183–200).

Shetty, S., Pitti, V., Babu, C.L.S., Kumar, G.P.S., & Deepthi, B.C. (2010). Bruxism: A literature review. J. Indian Prosthodont. Soc., 10(3), 141–148.

Suresh, S. (2008). Stress and coping strategies. Management and Labour Studies, 33, 482.