In aumento i disturbi del sonno

In aumento i disturbi del sonno

Sono sempre più in aumento i casi di insonnia, sindrome da apnee ostruttive ed anche bruxismo. Lo stress della vita quotidiana, l’alimentazione disordinata e molte altre condizioni psico-emotive incidono su questi problemi e di conseguenza la medicina deve fronteggiare un maggior numero di pazienti che chiedono soluzioni efficaci.

Questo aumento di casi ha inevitabilmente velocizzato anche la ricerca nella scienza dei disturbi del sonno ed uno degli aspetti più interessanti che sta emergendo è il sempre più stretto legame tra medicina del sonno ed odontoiatria.

Il bruxismo notturno

Una delle problematiche più comuni dei pazienti che soffrono di sonno disturbato è il bruxismo notturno, uno dei disturbi che più frequentemente coinvolge gli odontoiatri e per cui purtroppo ad oggi non ci sono ancora terapie risolutive.

Ciò che al momento è possibile fare è cercare di trattare i sintomi e prevenire i danni che il digrignamento dei denti durante la notte può provocare ai denti. La soluzione più diffusa è l’utilizzo di un bite che aiuta a rilassare la muscolatura temporo mandibolare e previene lo sfregamento dei denti. Esistono due tipi di bite, quello fatto su misura dal dentista, ha un costo abbastanza importante ma garantisce la perfetta adesione all’arcata dentale del paziente, ed il bite automodellante disponibile in farmacia, dal costo molto più accessibile e rappresenta sicuramente un buon rimedio iniziale per chi non soffre di problemi importanti e vuole iniziare a prevenire i danni del bruxismo.

Le apnee ostruttive del sonno

Bisogna sempre fare una visita da uno specialista, spesso a fianco del bruxismo insorgono altre condizioni quali la sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno (Osas), il disturbo respiratorio del sonno che in alcuni casi comporta una riduzione di più del 50% del flusso respiratorio a causa dell’occlusione parziale delle vie aeree superiori.

La terapia principale per questi casi prevede l’impiego della respirazione a pressione continua positiva, nonostante risulti poco accettata dal paziente. Alternative possibili sono interventi chirurgici per ripristinare la pervietà delle vie respiratorie oppure, ancora, l’impiego di dispositivi orali. Questi ultimi sono costituiti da due tipologie principali: il tongue retaining device capace di trattenere in posizione anteriore la lingua, e il mandibular repositioning appliances, o protusori mandibolari, che mantengono avanzata la mandibola, aumentando lo spazio delle prime vie aeree.

Dormire con un dispositivo in bocca

In generale i fastidi dovuti al dormire con dei dispositivi in bocca, sia nel caso del bruxismo che delle apnee notturne, sono trascurabili. E’ probabile che le prime volte ci si trovi a disagio ma è normale. Con un po’ di pazienza ci si abitua ed i benefici saranno notevolmente maggiori dei fastidi iniziali.  

Recenti studi hanno messo in evidenza che i disturbi quali il bruxismo compromettano la qualità del sonno, che diventa meno riposante e alla lunga potrebbe anche impattare sullo stress e sul sistema immunitario che si indebolisce. Sono ancora poco chiare le cause del bruxismo ma tuttavia è sempre più chiaro l’importanza di prendersene cura, soprattutto nelle fasi iniziali. Spesso a rendersi conto del bruxismo è il partner che dovrebbe prontamente avvisare e spingere per una prima visita dal dentista.

Non va poi dimenticato che alcuni dei farmaci prescritti per la cura dell’insonnia possono provocare nel paziente quadri di secchezza in bocca e carenza di salivazione ed in alcuni casi anche bruxismo. L’odontoiatra potrà fornire indicazioni utili al paziente per gestire questo effetto collaterale: corretta idratazione, stimolazione delle ghia,dole salivari tramite masticazione di caramelle e chewing gum senza zucchero e accurata igiene orale.

Fonte
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=23815461