Quanto il nostro corpo ha bisogno di dormire

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Quanto il nostro corpo ha bisogno di dormire

Ritmi frenetici e stimoli multimediali continui possono rendere difficile dormire a sufficienza condizionando anche la qualità del sonno. Questo è quello che abbiamo pensato fino ad oggi, ma un nuovo studio va controcorrente.

Stiamo davvero dormendo troppo poco?

I ricercatori, guidati da Jerome Siegel all’UCLA, hanno seguito tre piccole comunità preindustriali, due in Africa e una in Sud America. Alla base dello studio c’era la considerazione che il modo migliore per giudicare le abitudini del sonno nel mondo industrializzato, fosse di confrontarle con le abitudini in quelle società che vivono ancora senza elettricità.

Il periodo dedicato al sonno in quelle comunità era di 5½-7 ore, più o meno uguale a quanto riportato dalla maggior parte degli americani ed europei. Sembrerebbero poche considerando i parametri della National Sleep Foundation che segnala come gli adulti in una fascia d’età compresa tra i 18 e i 64 anni debbano dormire 7-9 ore al giorno. Ma se il sonno si fosse evoluto? Probabilmente all’uomo moderno, industrializzato e non, bastano meno ore di sonno per essere comunque produttivo ed in salute.

La qualità del sonno

Abbiamo sempre sentito dire quanto sia importante “dormire come un sasso” senza continui risvegli… ma è davvero così?

Durante questa ricerca è emerso che il sonno in queste comunità era solitamente intervallato da periodi di risveglio che duravano anche più di un’ora. Questi risvegli di routine mettono in discussione il pensiero convenzionale secondo cui il sonno “ideale” dovrebbe essere continuo. Svegliarsi di notte non è necessariamente un disturbo del sonno

Conseguenze di un sonno poco ristoratore

Indipendentemente dalla durata e da eventuali risvegli notturni sappiamo però che non avere un sonno ristoratore può portare a diversi disturbi:

  • astenia, ossia una stanchezza significativa;
  • disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria, soprattutto sul lavoro;
  • eccessiva sonnolenza diurna;
  • disturbo dell’umore;
  • ansia e facile irritabilità;
  • bruxismo notturno. Bisogna cercare di trattare i sintomi e prevenire i danni che il digrignamento dei denti durante la notte può provocare ai denti. La soluzione più diffusa è l’utilizzo di un bite che aiuta a rilassare la muscolatura temporo mandibolare e previene lo sfregamento dei denti. 

Consigli

Ogni individuo è diverso ed è per questo che anche il sonno può essere molto soggettivo. Ma ci possono essere alcune accortezze che potrebbero aiutare:

  • coricarsi e svegliarsi sempre alla stessa ora, se possibile, anche nel fine settimana;
  • usare la camera da letto solo per dormire, evitando quindi di guardare la televisione o di mangiare a letto;
  • ridurre nicotina, caffeina e alcool nell’arco della giornata;
  • svolgere esercizio fisico regolare, ma non nelle 3-4 ore prima di coricarsi;
  • esporsi con regolarità alla luce solare, perché ciò favorisce il corretto ritmo circadiano.


Fonti:
https://www.cdc.gov/features/dssleep/
https://drowsydriving.org/about/facts-and-stats/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2276127/
https://www.cell.com/current-biology/
https://www.sleepfoundation.org/excessive-sleepiness/support/how-much-sleep-do-we-really-need
https://www.huffpost.com/entry/arianna-huffington-parade-cover_n_55a67725e4b0896514cfe731
https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/j.1365-2869.1992.tb00019.x
https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1087079208000786?via%3Dihub