Disturbi del sonno e bruxismo

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Bite: valida protezione per i nostri denti

Sono sempre più in aumento i casi di insonnia, sindrome da apnee ostruttive del sonno ed anche bruxismo. Lo stress della vita quotidiana, l’alimentazione disordinata e molte altre condizioni psico-emotive incidono su questi problemi e di conseguenza la medicina deve fronteggiare un maggior numero di pazienti che chiedono soluzioni efficaci.

Questo aumento di casi ha inevitabilmente velocizzato anche la ricerca nella scienza dei disturbi del sonno ed uno degli aspetti più interessanti che sta emergendo è il sempre più stretto legame tra medicina del sonno ed odontoiatria.

Il bruxismo notturno

Una delle problematiche più comuni dei pazienti che soffrono di sonno disturbato è il bruxismo notturno, uno dei disturbi che più frequentemente coinvolge gli odontoiatri e per cui purtroppo ad oggi non ci sono ancora terapie risolutive. Alle volte il problema è dovuto ad una cattiva postura: dormire con “la mandibola storta” può portare ad un risveglio doloroso.

Sintomi fisici

  • sensazione di pesantezza, tensione o anche dolore alle guance e alla mandibola, spesso dovuti al serramento dentale
  • mal di testa soprattutto alle tempie o alla fronte, o il classico “cerchio” alla testa che parte dalla nuca e avvolge tutto il cranio
  • rumori all’articolazione temporo-mandibolare che si accentuano al risveglio o in momenti di concentrazione o tensione, fino a veri e propri blocchi della mandibola, talvolta molto dolorosi, che portano alla diminuzione dell’apertura della bocca
  • dolore all’orecchio (o davanti all’orecchio) che spesso si accentua masticando o aprendo la bocca
  • rigidità cervicale, tensione alle spalle, cervicalgia
  • sensazione di sonno non riposante, disturbi del sonno
  • denti usurati e consumati, retrazione gengivale, frequenti fratture dentali
  • acufeni, sensazione di orecchio ovattato
  • sensazione di sbandamento o vertigini (prima escludere cause neurologiche o fisiatriche)

Ciò che al momento è possibile fare è cercare di trattare i sintomi e prevenire i danni che il digrignamento dei denti o serramento della mandibola durante la notte può provocare ai denti. La soluzione più diffusa è l’utilizzo di un bite per il bruxismo che aiuta a rilassare i muscoli masticatori e il serramento dentale, proteggendo dall’usura dei denti lo sfregamento dei denti.

Esistono due tipi di bite, quello fatto su misura dal dentista, ha un costo abbastanza importante ma garantisce la perfetta adesione all’arcata dentale del paziente, ed il bite automodellante disponibile in farmacia, dal costo molto più accessibile e rappresenta sicuramente un buon rimedio iniziale per chi non soffre di problemi importanti e vuole iniziare a prevenire i danni del bruxismo.

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Cause Neurologiche

alcune persone, per la loro personalità, sono più soggette al bruxismo, in quando presentano un’eccessiva attività del sistema nervoso centrale. Possiamo dividerle in:

  • persone soggette a prolungati periodi di intenso stress, tensione emotiva, preoccupazioni
  • individui con personalità ansiosa
  • persone che vivono uno stato di frustrazione o repressione
  • persone altamente sensibili o emotivamente ipersensibili
  • individui con personalità aggressiva, competitiva o iperattiva
  • individui affetti da disturbo ossessivo-compulsivo o altri disturbi psichiatrici
  • individui affetti da patologie del sistema nervoso come il Morbo di Parkinson

Come smettere?

La prima terapia che ogni paziente deve cercare di seguire è quella di imparare a controllare il proprio sistema nervoso, senza lasciarsi travolgere dalle emozioni e dallo stress

Questo ovviamente è più facile a dirsi che a farsi, ma ci sono diverse tecniche di rilassamento che si possono seguire, vediamole insieme:

  • migliorare la consapevolezza della propria postura mandibolare, imparando a riconoscere le diverse forme di bruxismo che abbiamo visto sopra. Il bruxismo è involontario ma, se quando dormo ovviamente controllarlo è quasi impossibile, durante il giorno invece posso e devo fare un lavoro efficace per contrastarlo.
  • mantenersi attivi fisicamente, dedicandosi con regolarità all’attività sportiva. Pilates, yoga, nuoto, thai chi, ginnastica posturale sono tra le più indicate, ma non è possibile dare indicazioni valide in modo generico, dipende tantissimo dalle proprie abitudini e dal proprio stato di salute: seguite le indicazioni di vostro medico di fiducia!
  • Imparare a respirare correttamente, per migliorare la gestione delle emozioni e delle tensioni.
  • Ritagliarsi del tempo di qualità da dedicare al vostro fisico e alla vostra mente, che vi aiuti a rilassarvi: fare un bel bagno caldo e una breve sessione di stretching prima di dormire o ascoltare la propria musica preferita possono essere un’ottima coccola.
  • Passate almeno un paio di ore alla settimana all’aperto, a contatto con la Natura: una passeggiata nel bosco, una nuotata al mare o un po’ di giardinaggio sono un vero toccasana per il nostro umore e il nostro stato di felicità.

Le apnee ostruttive del sonno

Bisogna sempre fare una visita da uno specialista, spesso a fianco del bruxismo insorgono altre condizioni quali la sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno (Osas), il disturbo respiratorio del sonno che in alcuni casi comporta una riduzione di più del 50% del flusso respiratorio a causa dell’occlusione parziale delle vie aeree superiori.

La terapia principale per questi casi prevede l’impiego della respirazione a pressione continua positiva, nonostante risulti poco accettata dal paziente. Alternative possibili sono interventi chirurgici per ripristinare la pervietà delle vie respiratorie oppure, ancora, l’impiego di dispositivi orali. Questi ultimi sono costituiti da due tipologie principali: il tongue retaining device capace di trattenere in posizione anteriore la lingua, e il mandibular repositioning appliances, o protusori mandibolari, che mantengono avanzata la mandibola, aumentando lo spazio delle prime vie aeree.

Come dormire con un dispositivo in bocca

In generale i fastidi dovuti al dormire con dei dispositivi in bocca, sia nel caso del bruxismo che delle apnee notturne, sono trascurabili. E’ probabile che le prime volte ci si trovi a disagio ma è normale. Con un po’ di pazienza ci si abitua ed i benefici saranno notevolmente maggiori dei fastidi iniziali.  

Recenti studi hanno messo in evidenza che i disturbi quali il bruxismo compromettano la qualità del sonno, che diventa meno riposante e alla lunga potrebbe anche impattare sullo stress e sul sistema immunitario che si indebolisce. Sono ancora poco chiare le cause del bruxismo ma tuttavia è sempre più chiaro l’importanza di prendersene cura, soprattutto nelle fasi iniziali. Spesso a rendersi conto del bruxismo è il partner che dovrebbe prontamente avvisare e spingere per una prima visita dal dentista.

Non va poi dimenticato che alcuni dei farmaci prescritti per la cura dell’insonnia possono provocare nel paziente quadri di secchezza in bocca e carenza di salivazione ed in alcuni casi anche bruxismo. L’odontoiatra potrà fornire indicazioni utili al paziente per gestire questo effetto collaterale: corretta idratazione, stimolazione delle ghia,dole salivari tramite masticazione di caramelle e chewing gum senza zucchero e accurata igiene orale.

Fonte
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=23815461

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