Addio carie per persone con denti sensibili

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Addio carie per persone con denti sensibili

Una bella bevanda ghiacciata è rinfrescante in estate ma, per le persone con denti sensibili, può essere la causa di un dolore acuto. Questa condizione può essere trattata, ma molti approcci attuali non durano a lungo.

Ora i ricercatori riportano nella rivista ACS Applied Materials & Interfaces lo sviluppo di un nuovo preparato con un estratto di tè verde che potrebbe risolvere questo problema e contribuire a prevenire le carie in questi pazienti particolarmente sensibili.

La sensibilità del dente

La sensibilità del dente si verifica comunemente quando gli strati protettivi dei denti sono rovinati, rivelando un tessuto osseo chiamato dentina. Questo tessuto contiene canali microscopici che, quando esposti, consentono a liquidi e alimenti caldi e freddi di entrare in contatto con i terminali nervosi sottostanti, causando dolore. Ma la dentina non protetta è anche un precursore per la formazione di carie. Collegare questi canali con un minerale chiamato nanohydroxyapatite è un approccio a lungo termine per curare la sensibilità. Ma il materiale non si concilia bene con tutte le attività quotidiane e l’habitat della nostra bocca (macinazione, erosione e acidità prodotta da batteri).

La ricerca

Il ricercatore Cui Huang e i suoi colleghi volevano affrontare la sensibilità e battere i batteri allo stesso tempo così hanno incapsulato il nanohydroxyapatite con un polifenolo di tè verde che resiste all’acido e all’usura. Il composto si è dimostrato molto efficace nel combattere lo Streptococcus mutans (che causa la carie)  resistendo all’erosione e alla “spazzolatura” quotidiana dei denti e impedendo la formazione di biofilm. Sulla base di questi risultati, i ricercatori ritengono che il materiale potrebbe essere un buon candidato per la lotta contro la sensibilità dei denti e le carie.

Fonti:

https://www.acs.org/content/acs/en/pressroom/presspacs/2017/acs-presspac-august-2-2017/an-end-to-cavities-for-people-with-sensitive-teeth.html

http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acsami.7b06597