Apnee notturne: l’inaspettato ruolo della flora batterica nasale

Apnee notturne: l’inaspettato ruolo della flora batterica nasale

Siamo abituati a pensare al microbioma come qualcosa che popola il nostro intestino, mai ci verrebbe in mente di prendere fermenti lattici per curare le apnee notturne ma qualcosa sta cambiando.

Il dott. Leopoldo N. Segal ed i suoi colleghi hanno recentemente pubblicato un studio dove si è dimostrata una correlazione tra severità dei fenomeni di apnee notturne e composizione del microbiota nasale.

Già il microbiota popola anche il nostro cavo oro-faringeo, ed è composto da Streptococcus, Prevotella, Veillonella e Fusobacterium, che sono normalmente presenti nel cavo orale.

In base all’equilibrio di questa flora batterica dipende anche il rilascio dei marker dell’infiammazione e più è alto il livello infiammatorio nelle nostre cavità nasali più è importante il fenomeno di ostruzione nasale e di conseguenti apnee notturne.

Le apnee notturne durante il sonno

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è caratterizzata dalla chiusura delle vie aree superiori e dall’insorgenza di brevi periodi di apnea durante il sonno. La conseguente assenza di ossigeno può provocare varie complicazioni cardiache come aritmie e scompensi cardiaci. Generalmente si stima che questa condizione si presenti prevalentemente negli uomini con un incidenza del 34-50% mentre nelle donne l’incidenza è del 17-23%. Va inoltre considerato che l’obesità e più in generale la condizione di sovrappeso è un elemento predisponente.

Il ruolo del microbioma nasale

In quanto zona di confine con l’ambiente esterno, la mucosa nasale è esposta a tossine, particolato atmosferico e microbi. Lo studio ha confermato una correlazione tra certi batteri “ostili” quali Moraxella catarrhalis, Corynebacterium pseudodiphtheriticum, Streptococcus agalactiae e Streptococcus pneumoniae ed un aumentato rischio di andare incontro rinosinusite cronica. Nei bambini inoltre la composizione del microbiota a livello del rinofaringe è associata ad una maggiore suscettibilità alle infezioni del tratto respiratorio. Infine è stato dimostrato che i meccanismi di difesa contro l’infezione da virus influenzale migliorano se si colonizza la cavità nasale di soggetti sani con Staphylococcus aureus.

I risultati dello studio

Lo studio mostra l’esistenza di una stretta relazione tra microbiota nasale, infiammazione mucosale e diagnosi di sindrome delle apnee notturne. Sono ora necessari ulteriori approfondimenti per poter conoscere meglio i meccanismi di base ed identificare possibili strategie terapeutiche innovative. Soprattutto sarà interessante studiare come rafforzare la microflora rino-faringea.

Questo studio conferma inoltre l’importante ruolo che i batteri buoni hanno nel determinare la nostra salute, non solo dal punto di vista metabolico ma anche più in generale. Una sana alimentazione, corretta igiene e riposo regolare sono consigli all’apparenza banali ma sicuramente la base per predisporre il nostro organismo ad ospitare questi microscopici alleati

Fonti:
https://www.atsjournals.org/doi/10.1164/rccm.201801-0119OC