Attenzione a non abusare dei colluttori a base di clorexidina

Attenzione a non abusare dei colluttori a base di clorexidina

Lavarsi i denti dopo i pasti e se possibile fare sciacqui con il colluttorio. L’ideale è anche, almeno la sera, passare il filo interdentale.

Sono i classici e preziosi consigli del dentista che fin da bambini dovremmo imparare a seguire.

Poi, quando capitano particolari infiammazioni o afte in bocca, ci viene consigliato l’utilizzo di colluttori più forti, tipicamente a base di clorexidina.

Una volta scoperti c’è la tentazione di usarli più spesso del richiesto, anche perché sono in vendita liberamente senza la necessità di alcuna prescrizione.

Bisogna però fare attenzione e non abusarne. La ricerca dell’igiene perfetto, dello “sterminio di tutti i germi” non è necessariamente qualcosa di buono soprattutto perché tra i batteri che eliminiamo ce n’è molti di buoni che ci aiutano a mantenerci in salute.

Come la Clorexidina fa aumentare la pressione sanguigna

Un abuso di Clorexidina è associato ad un aumento della pressione sanguigna, sono i risultati di un recente studio da Nathan Bryan del Baylor College of Medicine di Houston, in Texas.

I ricercatori hanno infatti scoperto come la Clorexidina da un lato elimini i batteri cattivi ma dall’altro fa la stessa azione anche su quelli buoni, la flora batterica della nostra bocca viene così impoverita. Tra i vari batteri nostri alleati ad esempio ce n’è uno che trasforma in ossido nitrico i nitrati che assumiamo e mastichiamo in bocca, spesso da frutta e verdura.

Quest’azione ha una duplice funzione, da un lato di iniziare già in bocca la trasformazione del cibo e dall’altro di produrre ossido nitrico che ha la funzione di abbassare la pressione del sangue. Se ci viene a mancare il contributo di questi batteri nella produzione di ossido nitrico già dopo 14 giorni potrebbero salire i livelli medi di pressione.

In conclusione

In conclusione quindi è importante seguire una corretta igiene orale ma mai abusarne o soprattutto prendere collutori forti senza il consiglio diretto di un dentista.

Questo è un tipico esempio di come la “medicina fai da te” può essere potenzialmente rischiosa

Fonte:

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fcimb.2019.00039/full