Bruxismo e malocclusione: cosa fare?

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Credit https://www.ortodonziamoderna.it/it/malocclusioni

I miei denti non chiudono correttamente e sono bruxista è possibile che i miei sintomi siano maggiori? E’ più facile che possa sviluppare tensione o dolore? In che modo posso alleviare i miei disturbi?

Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Malocclusione: cosa significa?

L’occlusione è, in estrema sintesi, “l’ingranaggio dentale” ed il termine malocclusione si riferisce quindi ad una “chiusura” dentale non corretta.

Ma non corretta secondo quali parametri e quali criteri?

L’occlusione è studiata in odontoiatria soprattutto dagli “ortognatodontisti” (gli specialisti che seguono la crescita facciale di vostro figlio e che, in caso di necessità, gli mettono l’apparecchio) e dai “protesisti” (in caso di dentiere, scheletrati o ponti o grandi lavori su impianti, da non confondere però con gli “odontotecnici”).

Ci sono dei criteri necessari a soddisfare una buona occlusione dentale e sono davvero molti:

  • i denti inferiori devono stare leggermente più arretrati rispetto ai superiori e devono chiudere più all’interno, come se i denti superiori rappresentassero il coperchio di una scatola;
  • un dente di un’arcata deve entrare in rapporto con due denti dell’arcata opposta, proprio come gli ingranaggi (che infatti si chiamano denti) di un meccanismo;
  • gli incisivi superiori (i denti frontali centrali) devono coprire i denti inferiori di un paio di millimetri e sopravanzarli sempre di un paio di millimetri;
  • i contatti dentali dovrebbero essere sincroni sui due lati, senza grossolani scivolamenti e devono garantire un appoggio stabile e univoco.

Ci sono numerosi criteri anche per la valutazione della posizione delle ossa del cranio e delle loro reciproche inclinazioni soprattutto per quanto riguarda la mandibola e la mascella. In questo caso parliamo di malocclusione scheletrica

Malocclusione e bruxismo: una nuova chiave di lettura

Se una bocca presenta una malocclusione spesso presenta anche una scarsa stabilità della chiusura dentale ed è facile che presenti squilibri e asimmetrie tra il lato destro e il lato sinistro oppure che ci sia troppo contatto sui denti anteriori. 

In caso di bruxismo questi squilibri portano a far lavorare alcune zone più di altre, favorendo il concentrarsi di affaticamento, tensione e dolore su un lato piuttosto che sull’altro, oppure sulle tempie piuttosto che sulle guance.

Le caratteristiche anatomiche del singolo paziente e il suo tipo di bruxismo determineranno, in maniera del tutto individuale per ciascun paziente, lo svilupparsi e il localizzarsi dei sintomi.

Quindi la malocclusione di per sé assolutamente non causa il bruxismo ma può favorire lo svilupparsi di sintomi in un determinato punto.

La contrattura muscolare derivata dalla stanchezza, poi, favorisce l’automantenersi del bruxismo in un circolo vizioso di dolore, tensione e incapacità a rilassarsi.

Malocclusione e bite: il più efficace strumento terapeutico

Lo strumento terapeutico più efficace in caso di malocclusione associata a bruxismo in cui il paziente tenderà a lavorare male e scaricare male le forze, è il bite

Il suo scopo è proprio quello di riequilibrare le forze muscolari in gioco durante il bruxismo, rendendole più sopportabili e mettendo i muscoli masticatori in condizione di lavorare meglio e di affaticarsi meno

In caso di bocche con severe malocclusioni e denti molto disallineati, o in caso di sintomi intensi, è opportuno che il bite sia realizzato su misura dal dentista (e possibilmente da un dentista esperto in bruxismo e DTM).

In caso di bruxismo leggero e bocche con i denti sostanzialmente allineati si può provare ad utilizzare anche i bite termomodellanti che si trovano in farmacia. Scopri di più

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Malocclusione e Disordini Temporo-Mandibolari (DTM)

Per molto tempo si è creduto che alcune forme di malocclusione (come il morso coperto o il morso incrociato) rendessero una persona più suscettibile di sviluppare DTM: a parte deboli legami, nonostante i numerosi studi condotti, di fatto non è mai emerso nulla

Ci sono persone con gravi malocclusioni che non soffrono di DTM e persone con una bocca praticamente perfetta che invece sono pieni di dolori e problemi mandibolari.

Infatti la causa principale dei DTM va ricercata nel bruxismo, che è l’attitudine a stringere o digrignare i denti o ad irrigidire la mandibola, che può essere sia diurna che notturna e che è solitamente inconsapevole ma è molto legata a stress e ansia.

Proprio per questa ragione oggi le linee guida internazionali indicano che i protocolli terapeutici per i DTM debbano essere conservativi e reversibili.

Tra queste terapie troviamo: un percorso di consapevolezza del bruxismo, l’uso del bite e diversi farmaci.

Sono invece fortemente sconsigliati i trattamenti che modifichino irreversibilmente l’occlusione dentale, quali ortodonzia e protesi, per risolvere disturbi come i rumori articolari o i dolori mandibolari. Se necessari verranno effettuati in un secondo momento, quando già il paziente sta meglio ed è stabile.

Nonostante ad oggi il legame tra malocclusione e bruxismo sia stato smentito, in quanto mai sostenuto da prove sufficienti, c’è ancora molta confusione sull’argomento. Nella maggior parte dei casi però il bite può essere un prezioso alleato.

Fonti:

Are bruxism and the bite causally related? Lobbezoo F, Ahlberg J, Manfredini D, Winocur E. J Oral Rehabil. 2012 Jul;39(7):489-501.

Odontoiatra - Gnatologa
Laureata in Odontoiatria nel 2007 a pieni voti a Milano, si occupa di Bruxismo sin dall’Università.
Collabora con il Reparto di Gnatologia dell’Istituto Stomatologico Italiano di Milano dal 2008 ed effettua consulenze esclusivamente in ambito gnatologico presso diverse realtà lombarde. Perfezionata in Dolore Cefalico dopo aver frequentato per due anni il Reparto Cefalee dell'Istituto Neurologico. Carlo Besta di Milano. Consigliera dell'Ordine dei Medici di Milano per il triennio 2014-2017, ha promosso diverse iniziative relative alla promozione degli stili di vita, concentrandosi soprattutto sulla lotta al fumo di sigaretta con un’iniziativa in collaborazione di Fondazione Veronesi. Socia del GSID. Da ottobre 2020 è la coordinatrice scientifica di https://ilbruxismo.it/