Bruxismo: fattore di rischio per le lesioni cervicali

Bruxismo: fattore di rischio per le lesioni cervicali

Alcuni fattori occlusali  (come il modo di masticare, di mordere, come le arcate dentali entrano in contatto tra loro) e il bruxismo, sono fattori di rischio per la presenza e lo sviluppo di lesioni cervicali non comuni (NCCL).

Ecco ciò che è emerso dallo studio pubblicato su Operative Dentistry.

Lesioni cervicali, caratteristiche occlusali e bruxismo: il legame

Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare l’influenza delle diverse caratteristiche occlusali (come il modo di masticare, di mordere, come le arcate dentali entrano in contatto tra loro) e del bruxismo in presenza di lesioni cervicali non comuni (NCCL).

Lo studio

I partecipanti sono stati 280 studenti (140 casi e 140 di controllo), di età media di 24,5 anni, provenienti da sei scuole di odontoiatria in Spagna. È stato effettuato un esame clinico per registrare la presenza di lesioni cervicali non comuni (NCCL) e le caratteristiche occlusali statiche e dinamiche. Nel questionario è stato inoltre segnalato il lato della masticazione ed eventuale bruxismo.

In quali soggetti è più probabile soffrire di NCCL?

È stato riscontrato che i soggetti con interferenze protrusive e bruxismo siano a maggiormente a rischio di lesioni cervicali non comuni.

Cos’è il bruxismo?

Il bruxismo è l’abitudine a digrignare, serrare e strofinare i denti con conseguenze dannose fisiche ed estetiche.

Si tratta di un comportamento dell’apparato orale che, nella maggior parte dei casi, si compie in modo involontario durante il sonno leggero (fase REM ), ma anche durante il giorno e la pratica sportiva.

Individuiamo come causa principale di questa parafunzione lo stress, che colpisce indipendentemente ogni età. Spesso infatti anche i bambini ne sono affetti anche se è una situazione che preoccupa più marginalmente, essendo i denti decidui (da latte).

Gli effetti dannosi del bruxismo

Ecco i principali effetti del bruxismo sui denti, e non solo:

  • Usura dei denti progressiva che, riducendosi, diventano piatti e affilati, effetto che può creare piccoli traumi su lingua e guance: sono visibili zone di ispessimento delle mucosa interna della guancia, talvolta possono apparire anche ferite o escrescenze rilevate dovute al persistere del trauma  se questo è particolarmente intenso e ripetuto
  • Usura dello smalto dentale in grado di provocare sensibilità dei denti al caldo e al freddo, nei casi più gravi addirittura dolore
  • Fratture: le continue sollecitazioni tendono a indebolire i denti, che possono subire delle spaccature dovute alla pressione, e talvolta le fratture possono essere talmente estese da costringere il dentista ad estrarre il dente in questione o a doverne recuperare l’integrità e la funzionalità in modo piuttosto difficoltoso.
  • Disturbi del sonno: il rumore prodotto dal digrignamento dentale può essere tanto intenso da svegliare sia chi ne è affetto, sia i familiari, e produrre una sensazione di disagio e di mancato riposo
  • Affaticamento della muscolatura masticatoria, che, non avendo la possibilità di riposare nemmeno di notte, la zona mandibolare diventa dolente, talvolta addirittura  può portare a cefalee e a disturbi alla colonna cervicale.
  • Rumori e dolori alle articolazioni temporo-mandibolari con progressiva alterazione delle superfici articolari.

Un bite per proteggere i nostri denti

Per proteggere i nostri denti dal bruxismo può venire in aiuto il bite. Si tratta di un piccolo accessorio trasparente che aiuta la mandibola ad avere una posizione più corretta, proteggere i denti dai danni causati dal digrignamento e, allo stesso tempo, risolvere fastidiose cefalee.

Si possono principalmente classificare due gruppi in base alla modalità di creazione ed al materiale utilizzato:

  • Bite personalizzato, creato ad hoc dal dentista.
  • Bite automodellante, disponibile in farmacia e capace di adattarsi alla dentatura di ciascun individuo.

Il bite personalizzato

Si tratta di un apparecchio creato ad hoc per il paziente, studiato per trattamenti a medio o lungo termine. La sua prescrizione viene fatta da un odontoiatra e realizzato in base all’arcata dentaria del cliente. Realizzato in resina, è totalmente invisibile, fine, comodo da usare e perfettamente adattabile ai denti.

Il costo è tuttavia elevato: si aggira intorno ai 500 €, prezzo che spesso comprende anche la visita del dentista.

Il bite automodellante

In farmacia è invece possibile trovare dei bite automodellanti, capaci di adattarsi alla dentatura di ciascun individuo. Ha una forma anatomica che offre comfort grazie ad un particolare materiale termoplastico che, in alcuni casi, può avere due diverse durezze. La prima, la parete laterale, serve a dare stabilità e comfort, la seconda, piano occlusale, per creare un piano d’appoggio che faciliti lo slittamento dei denti durante il digrignamento e renda il bite resistente all’usura.

Il costo di tali Bite è naturalmente molto più basso rispetto a quello che viene realizzato dai dentisti, il suo prezzo si aggira intorno ai 60 €. Anche in questo caso si consiglia di consultare il proprio medicoriguardo l’utilizzo di tali strumenti, specialmente in presenza di disfunzioni dentali, gengivali o nel caso si utilizzino apparecchi ortodontici o protesi.

Fonte:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30444694