Carie: ecco quali sono i fattori che ne aumentano il rischio

Carie: ecco quali sono i fattori che ne aumentano il rischio

Lo sviluppo delle cavità dentali (carie) è uno tra i problemi di salute più comuni al mondo. È tipico nei bambini, negli adolescenti e negli anziani.

Se le cavità non vengono trattate in modo corretto diventano più grandi e coinvolgono anche gli strati più profondi dei denti. La prevenzione è fondamentale: ecco perché è importante fare visite dentistiche regolari e avere buone abitudini di igiene orale.

Quali sono i sintomi di una carie?

I segni e i sintomi delle cavità dentali variano a seconda della loro estensione e posizione. Quando si è appena formata una carie molto probabilmente non si avrà alcun sintomo.

Quando invece diventa più grande, può causare segni e sintomi come:

  • Mal di denti e dolore spontaneo che si verifica senza alcuna causa apparente.
  • Sensibilità del dente.
  • Dolore da lieve a forte quando si mangia o si beve qualcosa di dolce, caldo o freddo.
  • Fori o buche visibili nei denti.
  • Macchie marroni, nere o bianche su qualsiasi superficie del dente.
  • Dolore quando si mastica.

Quando andare da un dentista?

Potresti non essere consapevole del fatto che si sta formando una cavità, ecco perché è importante sottoporsi regolarmente a controlli e pulizie dentali, anche quando la tua bocca sta bene. Se avverti un mal di denti o un dolore alla bocca consulta il dentista il prima possibile.

Quali sono i fattori di rischio?

Ognuno di noi è a rischio di carie, ma i seguenti fattori possono aumentare il rischio:

  • Posizione del dente. La carie si verifica più spesso nei denti posteriori (molari e premolari). Questi denti hanno infatti molti solchi, buche, fessure e più radici in grado di raccogliere particelle di cibo. Di conseguenza è più difficile mantenere la pulizia rispetto ai denti anteriori più lisci e facili da raggiungere.
  • Alcuni cibi e bevande. Gli alimenti che si attaccano a lungo ai denti come latte, gelato, miele, zucchero, soda, frutta secca, torte, biscotti, caramelle, cereali secchi e patatine, sono più propensi a causare le carie rispetto agli alimenti che sono facilmente eliminati con la saliva.
  • Spuntini frequenti o sorseggiare bevande zuccherate. Quando hai queste abitudini dai ai batteri della bocca più carburante per produrre acidi che attaccano i tuoi denti e li logorano.
  • L’allattamento al seno. Quando ai bambini vengono date bevande come il latte e i  succhi prima di andare a letto, si alimentano i batteri che causano le cavità dentali. Questo danno è spesso chiamato carie del biberon.
  • Scarsa igiene orale. Provoca la formazione rapida della placca. Leggi qui i nostri consigli per non commettere errori »
  • Non avere abbastanza fluoro. Il fluoro, un minerale presente in natura, aiuta a prevenire la carie e può addirittura invertire le prime fasi del danno dei denti.
  • L’età. Negli Stati Uniti, le cavità sono comuni nei bambini molto piccoli e negli adolescenti. Anche gli anziani sono a più alto rischio. Nel corso del tempo, i denti possono infatti consumarsi e le gengive possono recedere, rendendo i denti più vulnerabili alla carie. Anche gli anziani possono usare più farmaci che riducono il flusso di saliva, aumentando il rischio di carie.
  • Bocca asciutta. La secchezza delle fauci è causata dalla mancanza di saliva, che aiuta a prevenire la carie eliminando il cibo e la placca dai denti. Le sostanze presenti nella saliva aiutano anche a contrastare l’acido prodotto dai batteri.
  • Otturazioni usurate o dispositivi dentali. Nel corso degli anni, le otturazioni dentali possono indebolirsi, iniziare a rompersi o sviluppare bordi irregolari. Questo consente alla placca di accumularsi più facilmente e rendere più difficile la rimozione. I dispositivi dentali possono smettere di adattarsi bene, permettendo al decadimento di iniziare al di sotto di essi.
  • Bruciore di stomaco. Questo problema può causare l’ingresso di acido gastrico nella bocca (reflusso), rovinando lo smalto dei denti e causando danni significativi ai denti. Il dentista può consigliare di consultare il proprio medico per capire se il reflusso gastrico è la causa della perdita di smalto.
  • Problemi alimentari. L’anoressia e la bulimia possono portare a una significativa erosione e cavità dei denti. L’acido gastrico da vomito ripetuto infatti, andando sui denti, ne dissolve lo smalto. Inoltre anche i disturbi alimentari possono interferire con la produzione di saliva.

 

Fonte:

https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/cavities/symptoms-causes/syc-20352892