Guida aggiornata sul bruxismo e sui suoi effetti

Guida aggiornata sul bruxismo e sui suoi effetti

Articolo realizzato con il contributo della Dr.ssa Paola Falchetti dello Studio Dentistico Roma San Giovanni.

A volte può capitare di svegliarsi con mal di testa, di avere la mandibola indolenzita, o ancora di avere i denti più sensibili al caldo e al freddo. Questo perché si soffre di bruxismo.

Cos’è il bruxismo?

Spesso chi è perfezionista e non riesce a gestire nel modo migliore lo stress conseguentemente sfoga l’ansia sui denti.

Parliamo di bruxismo, cioè l’abitudine a digrignare, serrare e strofinare i denti con conseguenze dannose fisiche ed estetiche, visibili nel cavo orale se si osserva attentamente la superficie esterna dei denti, le corone dei denti appaiono scheggiate, spesso più sottili, con superfici abrase e  le gengive sembrano retratte: un comportamento dell’apparato orale che, nella maggior parte dei casi, si compie in modo involontario durante il sonno leggero (fase REM ), ma anche durante il giorno e la pratica sportiva..

Individuiamo come causa principale di questa parafunzione lo stress, ed un particolare stato di ansia e colpisce indipendentemente ogni età, spesso anche i bambini ne sono affetti anche se è una situazione che ci preoccupa più marginalmente, essendo affetta la dentatura decidua.

Come si innesca il bruxismo?

Il meccanismo che genera ansia e bruxismo può identificarsi col termine lotta che inglese può essere così spiegato:

  • Flight (cioè vola inteso come fuggi)
  • Fight (cioè lotta)
  • Freeze (cioè paralizzati).

Applicando questi termini in una situazione di ansia accade infatti che la circolazione sanguigna viene spostata nelle aree periferiche del corpo, nelle aree più istintive del cervello e nel sistema di attivazione reticolare del sonno-veglia. Questo serve per portarci in una condizione di lotta e difesa fisica e mentale.

Gli effetti dannosi del bruxismo

Ecco i principali effetti del bruxismo sui denti, e non solo:

  • Usura dei denti progressiva che, riducendosi, diventano piatti e affilati, effetto che può creare piccoli traumi su lingua e guance: sono visibili zone di ispessimento delle mucosa interna della guancia, talvolta possono apparire anche ferite o escrescenze rilevate dovute al persistere del trauma  se questo è particolarmente intenso e ripetuto
  • Usura dello smalto dentale in grado di provocare sensibilità dei denti al caldo e al freddo, nei casi più gravi addirittura dolore
  • Fratture: le continue sollecitazioni tendono a indebolire i denti, che possono subire delle spaccature dovute alla pressione, e talvolta le fratture possono essere talmente estese da costringere il dentista a estrarre il dente in questione o a doverne recuperare l’integrità e la funzionalità in modo piuttosto difficoltoso.
  • Disturbi del sonno: il rumore prodotto dal digrignamento dentale può essere tanto intenso da svegliare sia chi ne è affetto, sia i familiari, e produrre una sensazione di disagio e di mancato riposo
  • Affaticamento della muscolatura masticatoria, che, non avendo la possibilità di riposare nemmeno di notte, diventa dolente, talvolta addirittura  rileviamo nei pazienti CEFALEE, DISTURBI alla COLONNA CERVICALE, in quelle che si identificano come sindromi ascendenti o discendenti legate al sovraccarico muscolare generato da questa parafunzione; si creano situazioni di forte dolore muscolare
  • Rumori e dolori alle articolazioni temporo-mandibolari con progressiva alterazione delle superfici articolari.

Vediamo le tipologie e i trattamenti attuali, compreso il bite. Possiamo identificare un bruxismo notturno e un bruxismo diurno.

Bruxismo Notturno

Il bruxismo agisce principalmente nel sonno, esercitando sui denti una pressione che può arrivare fino ai 45 kg/cm², quindi il sistema dell’apparato stomatognatico, cioè della nostra bocca e del sistema muscolare e articolare ad essa correlato lavora anche di notte, quando invece dovrebbe stare a riposo. I disturbi del sonno collegati al bruxismo possono generare ripercussioni sul benessere psicologico e lo stile di vita di chi ne soffre.

Bruxismo Diurno

Meno indagato, ma in termini di incidenza si può dire che sia pari al notturno. È comunemente visto come un’abitudine a serrare la mascella in risposta a stati di stress e ansia, in pazienti che lavorano spesso davanti al computer, o in chi necessita particolare attenzione e scarica sui denti lo stato di stress

Il bruxismo sia notturno che diurno può essere:

  • Primario quindi non correlato ad altre condizioni mediche,
  • Secondario, associato invece a disturbi  o patologie neurologiche o come conseguente all’uso di particolari farmaci.

In questo caso, una volta adeguatamente trattati tali disturbi, vi è un superamento del bruxismo.

Quali sono i trattamenti attuali del bruxismo primario?

Per quanto riguarda il bruxismo diurno sono stati suggeriti interventi quali:

  • Counselling su trigger, cioè l’”attività di sostegno psicologico”.
  • Modifica delle abitudini.
  • Terapia di rilassamento.
  • Biofeedback, tecnica che utilizza gli elettrodi utilizzati per misurare la tensione muscolare.  
  • Invece per il Bruxismo durante il sonno sono stati valutati i seguenti trattamenti:
  • Misure di terapia del sonno in combinazione con tecniche di rilassamento. Si include smettere di fumare e bere caffè o alcolici prima di dormire.
  • Terapia farmacologica.
  • Stimolazione elettrica funzionale (CES). Si tratta di una  tecnica per provocare contrazione muscolari che generi un movimento funzionale.
  • TERAPIA CON L’UTILIZZO DEL BITE creato ad hoc dal dentista.

Cos’è il “Bite” e come si utilizza

Il termine Bite è anglosassone e significa “morso” e infatti va posizionato tra l’arcata superiore e quella inferiore della bocca. Si tratta di un piccolo accessorio trasparente, una mascherina in resina rigida che in genere si realizza sull’impronta dell’arcata superiore ed aiuta la mandibola ad avere una posizione più corretta, proteggere i denti dai danni causati dal digrignamento e, allo stesso tempo, risolvere fastidiose cefalee.

Questo dispositivo è studiato per trattamenti a medio o lungo termine. La sua prescrizione viene fatta da un odontoiatra e realizzato in base all’arcata dentaria del cliente. Realizzato in resina, è totalmente invisibile, fine, comodo da usare e perfettamente adattabile ai denti.

Per quanto tempo va indossato?

Nella terapia con  il bite personalizzato, i dentisti consigliano il suo utilizzo durante le ore notturne, ma si può tranquillamente utilizzare anche durante tutta la giornata, soprattutto se si ha l’attitudine a digrignare o serrare i denti durante il giorno, in questo caso se il bite risultasse scomodo o troppo ingombrante, il paziente potrebbe indossare di giorno, in alternativa, delle mascherine trasparenti, più sottili e leggere realizzate sempre dal dentista, quasi totalmente invisibili.

Non esiste quindi un tempo prestabilito nel quale bisogna utilizzarlo, ma varia a seconda dei nostri bisogni. È importantissimo sottoporsi a controlli periodici per valutare lo stato di usura del bite e ovviamente controllare la dentatura, per visionare se ci siano ulteriori fratture, o viceversa, miglioramenti.