Il pane: un alimento tanto delizioso quanto insidioso!

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Il pane è un alimento dalle origini antiche e fa parte della nostra cultura da millenni. Testi antichi e resti archeologici hanno infatti confermato che il pane era usato sin dagli antichi Egizi e che era un alimento comune anche presso i Greci. Il primo vero e proprio negozio del pane è stato aperto proprio a Roma nel 15 a. C. proprio qui in Italia, a testimonianza di una grande tradizione di panificazione sin dall’epoca romana.

Purtroppo, nonostante il sapore delizioso e la sua incredibile versatilità, il pane è un alimento che nasconde in quella sua consistenza croccante e soffice al tempo stesso, una grande insidia per la nostra mandibola.

Infatti addentare o masticare pane un po’ duro rappresenta uno degli eventi scatenanti o peggiorativi più frequenti di rumori alle articolazioni mandibolari (ATM) o di dolore all’ATM. Occasionalmente può essere persino causa di blocchi mandibolari, che capitano quando il disco articolare sfugge così fuori sede da impedire la normale apertura della bocca.

Come mai il pane può essere così faticoso da addentare o masticare?

Questa “pericolosità” è dovuta principalmente a due fattori: uno legato alla consistenza del pane, l’altro alle dimensioni del boccone che andiamo a fare.

Partiamo dall’ultimo, la dimensione del boccone. Se addentiamo un bel panino ripieno dobbiamo aprire al massimo la bocca, portando la nostra articolazione mandibolare alla sua massima escursione, in una posizione quindi di massima fatica. Da quella posizione dobbiamo poi esercitare una forza sufficiente per incidere e strappare il pezzo di pane. Poichè i denti incisivi (che infatti si chiamano così perché il loro ruolo è proprio quello di incidere il cibo) si trovano nella porzione di bocca più anteriore, si crea un braccio di leva molto sfavorevole per l’articolazione, che richiede dunque l’applicazione di molta forza.

Per produrre la forza necessaria a incidere il pane (magari dalla crosta resistente) la nostra mandibola si troverà dunque in una posizione di fatica massima e dovrà produrre una forza massima, aumentando dunque di molto la possibilità che il menisco possa andare fuori posto, creando così il rumore o il blocco mandibolare, con una conseguente infiammazione articolare.

E’ un po’ come se dovessimo tagliare qualcosa di piuttosto duro con una forbice e dovessimo farlo in punta delle lame invece che con la base, vicina all’incrocio: se la forbice non è di ottima qualità il rischio che si scardini è piuttosto alto! Provare per credere…

Il secondo problema del pane risiede invece nella sua consistenza che, quando è dura e croccante, richiede una masticazione piuttosto lunga, che quindi può affaticare molto la muscolatura della bocca, sia quella responsabile della chiusura che quella responsabile dell’apertura.

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I muscoli della chiusura della bocca sono i muscoli delle guance (masseteri e pterigoidei interni), molto forti ma poco resistenti, e i muscoli delle tempie (temporali), più deboli ma più resistenti. Se la masticazione diviene troppo lunga o, soprattutto, se i muscoli sono già stressati da un eccessivo uso dovuto al bruxismo, ecco che avvertiremo affaticamento alle guance o alle tempie.

I muscoli dell’apertura della bocca (pterigoidei laterali), sottoposti a grandi sforzi soprattutto con i cibi gommosi, sono molto diversi dai muscoli della chiusura: sono piccoli, deboli e in diretta connessione con l’articolazione mandibolare. Il loro affaticamento e successivo spasmo (presente spesso anche in chi tende a masticare sempre dallo stesso lato della bocca), sembrerebbe favorire la comparsa dei rumori articolari, oltre a poter dare intensi dolori nella zona davanti all’orecchio. 

Qualche consiglio per chi ha già qualche fastidio mandibolare

Spesso è il paziente stesso a capire di evitare cibi duri o gommosi, in quanto la loro masticazione peggiora i dolori o i rumori mandibolari. 

Per fortuna ci sono semplici accorgimenti a cui prestare attenzione per evitare spiacevoli sorprese:

  • evitare di addentare panini a più strati e fare bocconi piccoli è senza dubbio il modo più prudente per approcciarsi al pane;
  • fare attenzione a masticare da entrambi i lati della bocca, alternandoli, permette di non concentrare tutto lo sforzo da un solo lato e di mantenere una buona coordinazione dei movimenti;
  • ripiegare su pane in cassetta, grissini e cracker laddove, nei periodi di sintomi particolarmente intensi, il pane sia proprio inaccessibile;
  • non sforzarsi in presenza di dolore, la situazione purtroppo può solo peggiorare: non è così che si “allena” la mandibola.
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Giulia Borromeo
Giulia Borromeo
Dott.ssa Giulia Borromeo, odontoiatra, esercita la libera professione presso diversi studi lombardi e presso l'Istituto Stomatologico Italiano occupandosi prevalentemente di gnatologia, disturbi del sonno e stili di vita.
Perfezionata in Dolore Cefalico.