La placca dentale distrutta dalle nanoparticelle, lo studio

La placca dentale distrutta dalle nanoparticelle, lo studio

Utilizzate nanoparticelle che sciolgono la placca, approvate dalla FDA, per distruggere in modo efficace la placca e prevenire le carie.

Placca e carie nei denti 

Combinare una dieta ricca di zuccheri con cattive abitudini di igiene orale molto probabilmente porterà ad un rischio maggiore di carie.

Lo zucchero infatti innesca la formazione di un biofilm acido, noto come placca, sui denti, erodendo la superficie.

Nanoparticelle in grado di prevenire le carie, lo studio 

Tuttavia in uno studio pubblicato su Nature Communications, i ricercatori guidati da Hyun (Michel) Koo della School of Dental Medicine dell’Università della Pennsylvania in collaborazione con David Cormode della Perelman School of Medicine hanno utilizzato nanoparticelle “sciogli-placca” approvate dalla FDA per distruggere efficacemente la placca e prevenire la carie.

Questo è stato dimostrato in una sperimentazione in provetta e su animali che imita la carie della prima infanzia dell’uomo.

Come funzionano le nanoparticelle?

Rompono la placca dentale attraverso un meccanismo unico di antibiofilm attivato dal pH. L’idea, se confermata anche sull’uomo, sarebbe quella di aggiungerle al dentifricio o al collutorio insieme all’acqua ossigenata.

Inoltre, poiché la placca che causa la carie è altamente acida, la nuova terapia è in grado di individuare con precisione le aree dei denti che ospitano biofilm patogeni senza danneggiare i tessuti orali o il microbiota circostante.

Le nanoparticelle usate in questo esperimento sono di “ferumoxitolo”, già in uso contro l’anemia.

Si tratta di una promettente indicazione che un’applicazione topica della stessa nanoparticella, utilizzata a una concentrazione inferiore di centinaia di volte, sarebbe anche sicura per uso umano.

Le considerazioni

Commenta Cristiano Tomasi, Associato presso il dipartimento di Parodontologia all’Università di Göteborg (Svezia) e membro della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIDP) all’ANSA che l’idea di disgregare il biofilm è potenzialmente la strada più promettente contro le carie. Inoltre la parte più promettente dello studio è che l’azione delle nanoparticelle è legata al pH (acidità della bocca), in modo da avere un effetto potenzialmente selettivo solo sulla placca patogena, senza uccidere i microrganismi indistintamente.

Questo è fondamentale per una bocca sana, inoltre si evita allo stesso tempo l’infezione da agenti patogeni opportunisti.

Nel futuro

Sono necessari ulteriori studi sui modelli umani, a questo proposito il team di ricerca  sta lavorando attivamente per testarne l’efficacia clinica.

Fonti:
https://phys.org/news/2018-07-dental-plaque-catalytic-nanoparticles.html
https://penntoday.upenn.edu/news/dental-plaque-no-match-catalytic-nanoparticles
7http://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/salute_denti_gengive/2018/08/01/nanoparticelle-sciogli-placca-nuova-frontiera-contro-carie_91451217-818c-4f7e-af77-36f151538b1a.html