Lettera del direttore: Bruxismo: malattia o sintomo?

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Mal di denti da bruxismo: ecco cosa fare

Buongiorno a tutti, sono la Dott.ssa Giulia Borromeo e da novembre sono la coordinatrice scientifica del sito www.ilbruxismo.it.

Si tratta di un ruolo che da tempo desideravo ricoprire e che per me rappresenta non solo un grande onore ma soprattutto una grande responsabilità. Finalmente, invece che ad un solo paziente per volta seduto sulla poltrona odontoiatrica, posso parlare di bruxismo attraverso il web a migliaia di persone contemporaneamente, per creare una base di consapevolezza e la necessaria cultura sanitaria. 

Ogni mese mi piacerebbe quindi raccontarvi di questo argomento, tanto interessante quanto complesso, in questa piccola rubrica che abbiamo chiamato “La Lettera del Direttore”. Farò di tutto per usare un linguaggio facilmente comprensibile, esattamente come quando spiego ai miei pazienti, ma se ci fosse qualcosa di non perfettamente chiaro mi raccomando, attraverso i commenti potete farmi tutte le domande che volete, io e la redazione vi risponderemo il prima possibile!

Partiamo da un concetto tanto basilare quanto confuso: lo sapevate che il bruxismo non è una patologia in sé ma bensì un comportamento (che può essere dunque sintomo o manifestazione di una patologia)? 

Entro certi limiti è infatti assolutamente normale serrare o digrignare i denti, ad esempio durante uno sforzo intenso o in un momento di particolare concentrazione. Anche durante i momenti di stress è normale irrigidire i muscoli del viso (vi racconterò il perché prossimamente).

Se però questa attività, che è piuttosto faticosa, viene mantenuta troppo a lungo, finisce per superare la nostra soglia di tolleranza individuale (unica per ciascuno di noi e determinata dalla combinazione di numerosi fattori): questo può determinare l’insorgenza dei Disordini Temporo-Mandibolari (DTM) o consumarci irrimediabilmente i denti. 

Inoltre in certi casi il bruxismo può essere anche associato a problemi respiratori durante il sonno e pertanto va assolutamente approfondito (soprattutto negli uomini sopra i 65 anni in sovrappeso).

Dunque il bruxismo possiamo considerarlo un po’ come la temperatura corporea: se è entro i limiti va tutto bene, se invece si alza diventa febbre, sintomo di qualche infiammazione o infezione, e allora bisogna capire qual è la causa di tutto per fare una terapia mirata e precisa.

Non solo serrare i denti, ma anche serrare la mandibola!

Attenzione perchè con il termine “bruxismo” non si intende solo il “classico” digrignare i denti durante il sonno, che è piuttosto conosciuto e anche riconoscibile per l’usura dei denti o per il lamentarsi di un fastidioso stridio da parte del nostro partner di letto. 

Con “bruxismo” oggi si intendono anche altre due diffusissime abitudini diurne, legate anch’esse allo stress e all’ansia, spesso del tutto inconsapevoli (o quasi…).

La prima, il serramento dentale, è l’atto di stringere con più o meno forza i denti tra loro ed è riconoscibile con relativa facilità, basta farci attenzione.

La seconda, più subdola, è il serramento mandibolare, che consiste nell’irrigidimento dei muscoli masticatori SENZA il contatto dentale, spesso spingendo la lingua in avanti contro i denti, abitudine nefasta per il nostro equilibrio cranio-cervicale

Non avendo come spia di riferimento la presenza del contatto dentale ma solamente la consapevolezza della tensione muscolare, riuscire a riconoscere il serramento mandibolare è molto più difficile e va spiegato ai pazienti con molta attenzione.

Entrambi i tipi di serramento determinano affaticamento muscolare e articolare che, a lungo andare, diventano DTM (Disordine Temporo-Mandibolare) con  tensione, dolore, difficoltà a muovere la mandibola (e quindi a mangiare, sbagliare, baciare e talvolta anche parlare): ecco perchè il bruxismo rappresenta la principale causa di DTM.

Volete capire davvero se di giorno serrate i denti o la mandibola? 

Tante persone durante la prima visita negano di stringere i denti e poi, quando tornano al secondo appuntamento, dopo aver fatto realmente attenzione al rilassamento dei muscoli, tutti ma dico tutti confessano di bruxare molto più di quanto credessero.

E più se ne rendono conto più riescono a rilassarsi, perché la consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento.

Ecco dunque cosa consiglio ai pazienti per fare più attenzione al bruxismo:

  • per i meno tecnologici consiglio di utilizzare dei post-it, bigliettini adesivi da mettere strategicamente nei luoghi dove passiamo più tempo (sullo schermo del computer, sullo specchio del bagno, sul frigorifero etc.) con scritto qualcosa che gli ricordi di RILASSARE LA MANDIBOLA! Semplice ma efficace.
  • per i più tecnologici invece consiglio BruxApp, un’applicazione sviluppata da due bravissimi ricercatori italiani e tradotta in 25 lingue che, attraverso l’uso delle notifiche, vi chiede numerose volte al giorno se in quel momento la vostra mandibola è rilassata oppure no (approfondiremo presto l’uso di questa utilissima App).

Provate a migliorare la consapevolezza del vostro BRUXISMO DIURNO e fatemi sapere come va!

Giulia Borromeo
Giulia Borromeo
Dott.ssa Giulia Borromeo, odontoiatra, esercita la libera professione presso diversi studi lombardi e presso l'Istituto Stomatologico Italiano occupandosi prevalentemente di gnatologia, disturbi del sonno e stili di vita.
Perfezionata in Dolore Cefalico.