Oral Cancer Day 2021: la sfida al tumore del cavo orale non si ferma mai!

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Il tumore del cavo orale è poco conosciuto ma rappresenta il 5% dei tumori su scala nazionale con un alto livello di mortalità. La prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali per questo ho intervistato il Dott. Evangelista Giovanni Mancini che è il Presidente di Fondazione ANDI onlus (Associazione Nazionale Dentisti Italiani). 

Dal 17 maggio al 18 giugno i dentisti ANDI che aderiscono all’iniziativa sono disponibili per visite di screening presso i loro studi. Per trovare quello più vicino alla propria abitazione si potrà consultare il sito www.oralcancerday.it o chiamare il numero verde 800 058 444.

ANDI è la più grande associazione di categoria italiana di dentisti e Fondazione ANDI onlus si occupa da anni di portare avanti numerosi progetti sociali e di prevenzione. Dalla lotta al tumore del cavo orale a progetti per il sostegno dell’attività odontoiatrica in paesi svantaggiati come il Guatemala o il Ladakh in India. Dalla sensibilizzazione verso i disturbi respiratori durante il sonno (di cui abbiamo parlato qui) al sostegno di bimbi affetti da malattie rare.

Potete trovare tutte le informazioni sul sito internet https://fondazioneandi.org/

Ho avuto il piacere di collaborare con il Dott. Evangelista Giovanni Mancini durante la campagna di “No Smoking Be Happy” svolta insieme a Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione ISI, un progetto mirato alla lotta al fumo di sigaretta, che è peraltro uno dei maggiori fattori di rischio del tumore del cavo orale.

Dott. Mancini, è un vero piacere ritrovarti per parlare di un argomento poco conosciuto come il tumore del cavo orale. Puoi farci una breve panoramica su questa patologia?

Il tumore del cavo orale colpisce le cellule di rivestimento della bocca, sviluppandosi soprattutto su lingua, guance, pavimento della bocca e gola. 

In Italia rappresenta il 5% dei tumori nell’uomo e l’1% nella donna, ma la sua incidenza complessiva è in aumento, così come il tasso di mortalità.

In Italia, ogni anno si registrano oltre 8.000 nuovi casi con una mortalità, a 5 anni dalla diagnosi, di oltre il 39%, un numero preoccupante.

È evidente quindi l’importanza di un’adeguata prevenzione e di una diagnosi precoce.

Quando questo carcinoma è rilevato e curato nella sua fase iniziale, infatti, si ottiene una guarigione che va dal 75% al 100% dei casi, con interventi terapeutici poco invasivi.

Il nostro progetto mira proprio a formare e aggiornare correttamente gli odontoiatri per identificare precocemente il tumore e a sensibilizzare la popolazione sulla conoscenza di questo tumore insidioso.

Come si presenta il tumore del cavo orale? Quando dobbiamo preoccuparci?

Nella sua fase iniziale si presenta frequentemente come macchie o placche bianche e/o rosse, piccole erosioni o ulcere (tipo afte) all’interno della bocca, chiamate “lesioni precancerose”. Pericolosamente sottovalutate, queste condizioni patologiche iniziali vengono spesso etichettate dai pazienti come “infiammazioni”. Anomalie spesso silenti, che non presentano sintomi, ma che sono persistenti e non si risolvono con comuni terapie come sciacqui con collutori o impacchi di “intrugli erboristici”.

Se notiamo una macchia, un’ulcera (tipo un’afta) che non scompare spontaneamente dopo 15 giorni è necessario non solo effettuare una visita dal dentista ma probabilmente è già indicato effettuare una valutazione specialistica presso centri che si occupano specificamente di patologie del cavo orale.

Ecco perché è così importante effettuare il routinario controllo semestrale, da associare all’igiene professionale, soprattutto per i pazienti che presentano fattori di rischio.

Abbiamo accennato prima al fumo di sigaretta come fattore di rischio del carcinoma del cavo orale, puoi elencarci anche gli altri?

Fumo e alcool sono tra i primi fattori di rischio del tumore del cavo orale: nel 75% dei casi, infatti, questa forma di carcinoma è legato all’abuso di queste sostanze. 

La loro combinazione, in particolare, aumenta la probabilità di sviluppare la malattia di ben 15 volte e il 90% dei soggetti affetti da carcinoma orale sono fumatori abituali.

Non bisogna sottovalutare neanche la presenza dell‘infezione da papilloma virus, che colpisce soprattutto i giovani che cambiano più partner sessuali senza prendere le dovute precauzioni. 

L’eccessiva esposizione ai raggi solari può predisporre al tumore soprattutto a quello delle labbra.

Ripetuti microtraumi, come ad esempio per un dente scheggiato o fratturato o il continuo “masticarsi” guance o labbra, unito ad una scarsa igiene orale, sono fortemente associati al tumore del cavo orale.

Come per tutti gli altri tumori, una dieta povera di frutta e verdura e dunque di vitamine (soprattutto A, C, E) e altri nutrienti (ferro, acido folico, antiossidanti), può favorire lo svilupparsi anche di questa forma tumorale.

Infine chi è sopra i 45 anni è più a rischio, in quanto la mucosa orale perde col tempo le sue capacità difensive e riparative.

Ma quindi cosa possiamo consigliare ai nostri lettori? Come comportarsi in caso di dubbio?

Come già accennato il primo consiglio è effettuare regolarmente le visite di controllo dal dentista e le sedute di igiene orale professionale: sono momenti ottimi per la diagnosi precoce.

È possibile farsi spiegare dal proprio dentista anche come effettuare l’autoesame del cavo orale, descritto in questo video, utile per controlli più frequenti in chi presenta importanti fattori di rischio.

Ricordo che dopo 15 giorni dal riscontro di una lesione, anche se non presenta nessun tipo di bruciore o dolore, deve essere valutata da un dentista esperto in patologia orale.

E soprattutto, se hai un dubbio, rivolgiti subito ad un dentista ANDI.

 Buona prevenzione a tutti!

Dott. Evangelista Giovanni Mancini

Evangelista Giovanni Mancini, nato a Barletta nel marzo 1959, si laurea a Milano in Medicina e chirurgia presso l’Università degli Studi, specializzandosi poi in Odontostomatologia e Ortodonzia.

Oltre a essere titolare di studio, collabora con l’IRCCS Ortopedico Galeazzi come consulente presso l’Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale.

È professore a contratto presso la Scuola di specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università degli Studi di Milano dove svolge attività scientifica, didattica e clinica presso la UOC di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale dell’IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore.

Odontoiatra - Gnatologa
Laureata in Odontoiatria nel 2007 a pieni voti a Milano, si occupa di Bruxismo sin dall’Università.
Collabora con il Reparto di Gnatologia dell’Istituto Stomatologico Italiano di Milano dal 2008 ed effettua consulenze esclusivamente in ambito gnatologico presso diverse realtà lombarde. Perfezionata in Dolore Cefalico dopo aver frequentato per due anni il Reparto Cefalee dell'Istituto Neurologico. Carlo Besta di Milano. Consigliera dell'Ordine dei Medici di Milano per il triennio 2014-2017, ha promosso diverse iniziative relative alla promozione degli stili di vita, concentrandosi soprattutto sulla lotta al fumo di sigaretta con un’iniziativa in collaborazione di Fondazione Veronesi. Socia del GSID. Da ottobre 2020 è la coordinatrice scientifica di https://ilbruxismo.it/