Spazzolino da denti: come deve essere e come usarlo correttamente

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Spazzolino da denti: come deve essere e come usarlo correttamente

Dopo oltre quarant’anni di professione odontoiatrica ho visto passare sopra la mia scrivania tantissimi spazzolini: da quello con setole di cinghiale per finire con lo spazzolino elettrico passando tra una miriade di forme e dimensioni.

Vorrei precisare che lo spazzolino elettrico è nato una decina di anni fa  giusto per aiutare i portatori di malformazioni o paresi degli arti superiori e per aiutare le badanti a fare una discreta igiene orale ai propri assistiti. Certamente bisogna precisare che di fronte ad uno scorretto uso dello spazzolino tradizionale, quello elettrico ha il vantaggio con il suo movimento rotante, di detergere in modo sufficiente a patto di adoperarlo con la testina sempre in ottimo stato.

Lo spazzolino è il principale “attrezzo” che abbiamo per la nostra igiene orale. Certamente coadiuvato dal dentifricio, dal filo interdentale, dall’idropulsore e dai vari colluttori.

Come scegliere lo spazzolino da denti giusto ed usarlo nel modo corretto

Il nostro spazzolino deve avere setole artificiali, dure, un grosso manico robusto e non flessibile e la testa con le setole deve essere piccola.

Questo perché le setole dure determinano una detersione più efficace del solco gengivale, specie se asciutte e senza dentifricio. Il dentifricio lo mettiamo alla fine. Va ricordato che il movimento corretto da fare con lo spazzolino è circolare dalla gengiva verso il dente.

Un’altra cosa importante, lo spazzolino deve essere usato ASCIUTTO. Una volta puliti tutti i denti, controlliamo se il nostro lavoro è stato corretto utilizzando le compresse rivelatrici della placca batterica. E questo è l’unico modo per capire se adoperiamo correttamente lo spazzolino.  Le compresse rivelatrici della placca batterica si vendono in farmacia, si tengono una ventina di secondi in bocca e poi si sputano. Con la saliva imbevuta della sostanza della compressa si toccano tutti i denti con la lingua. Terminata questa operazione si sciacqua la bocca e le parti colorate dei denti testimoniano la presenza di batteri. Ed è lì che dobbiamo pulire.

Alla fine del nostro lavaggio aggiungiamo una punta di dentifricio che fondamentalmente è un cosmetico. Ci fa sentire una bocca freschissima,  magari  nonostante centimetri di tartaro sotto le tasche gengivali. Le tasche gengivali sono le uniche zone, insieme agli spazi interprossimali  (spazi tra i denti), che dobbiamo pulire. Il resto e cioè il corpo del dente ed il margine incisale, si detergono da soli mangiando cibi consistenti quale frutta o crosta di pane.

Gabrio Filonzi
Gabrio Filonzi
Dentista Odontoiatra

Sono nato a Jesi AN il 14 Giugno 1947 Dopo il liceo e l’università, mi sono laureato in medicina e chirurgia presso l’università di Bologna, ho frequentato il corso di specializzazione di odontoiatria a Firenze dove mi sono specializzato con una tesi di ORTODONZIA. Ho frequentato per 3 anni la scuola di specializzazione di Lubiana ed approfondito i temi dell’ortodonzia funzionale. Autore di numerose pubblicazioni sull’igiene orale in corso di trattamenti ortodontici, dopo un trascorso come dirigente di secondo livello presso l’ASUR di Jesi quale coordinatore della odontoiatria ambulatoriale, oggi divido uno studio odontoiatrico associato con mio figlio Carlo, anche lui odontoiatra.