Spazzolino manuale: come scegliere il più adatto

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Smalto dentale: come proteggerlo

Nonostante sia ormai provato dalla letteratura scientifica internazionale che lo spazzolino elettrico sia più efficace di quello manuale, spesso qualcuno resta un po’ nostalgico e non vuole separarsi dal “classico” spazzolino (da alternare a quello elettrico e non da sostituire!).

Ecco una sorta di guida per la scelta dello spazzolino manuale più adatto.

Setole: dure, medie o morbide?

La prima considerazione da fare è ovviamente relativa alle setole e vogliamo subito sfatare un luogo comune: non è vero che le setole dure detergono di più, anzi, la ricerca scientifica dice esattamente il contrario.

Non riuscendo a piegarsi abbastanza, toccano meno superficie dentale del resto degli spazzolini e ci spingono a grattare con maggior decisione, rischiando di essere troppo aggressivi nei confronti di denti e gengive.

Lo smalto dentale, il tessuto mineralizzato che ricopre la superficie dei denti, è molto duro, ma se sottoposto a ripetuti microtraumi da graffiamento, può indebolirsi

I danni sono inizialmente microscopici, ma a lungo andare, possono causare veri e propri cedimenti strutturali dello smalto del dente soprattutto nella zona più sottile del colletto (il margine a contatto con la gengiva).

Inoltre le gengive sono molto delicate e lo spazzolamento deve essere più un massaggio delicato che non uno sfregamento intenso, pena irritazioni gengivali e sanguinamento (è un po’ la differenza che c’è tra lavarsi sotto la doccia con una morbida spugna o con uno spazzolone da pavimenti… ).

Inoltre la placca batterica viene disgregata dallo spazzolino con un’azione delicata e ripetuta, quindi poca forza ma tanta pazienza (ecco perchè si preferisce lo spazzolino elettrico, che è più veloce e ci impiega meno tempo).

Questo vale per la placca, lo sporco recente e morbido. 

Se sui denti si è già depositato il tartaro, duro e calcareo, è inutile affannarsi: verrà via solamente con l’igiene orale professionale (clicca qui se non ricordi bene la differenza tra placca e tartaro).

Manico: rigido o flessibile?

Lo spazzolino migliore è quello che ha l’impugnatura ergonomica, per avere una migliore presa, e un manico solido ma flessibile.

Lo spazzolino va cambiato quando le setole perdono il loro disegno iniziale e tendono ad allargarsi, o comunque dopo circa 3-4 mesi: purtroppo lo spreco di plastica è molto.

Per rispondere alle nuove esigenze di eco-sostenibilità sono stati introdotti in commercio spazzolini in legno di bambù dalle setole morbide. Il bambù è una pianta flessibile e resistente, che cresce molto velocemente, dalle proprietà antibatteriche che aiutano a prevenire la proliferazione di batteri e funghi. 

Infine la testina dello spazzolino deve essere piuttosto piccola per raggiungere le zone posteriori più difficili e le setole dovrebbero essere pari e comunque con pochi cambi di direzione.

Quanto dentifricio metto?

Il dentifricio deve essere usato in piccole quantità: per i bimbi si consiglia la quantità di un chicco di riso mentre per gli adulti quella di un pisellino. 

Molti spazzolini hanno le setole centrali di un colore diverso, proprio per aiutarci a dosare il dentifricio.

Un ultimo consiglio importante: spalma bene il dentifricio sui denti prima di iniziare a spazzolare e bagna le setole in modo da avere più schiuma in grado di ridurre l’attrito delle setole sui denti, aiuterà ad essere meno aggressivi.

Bibliografia

Are bristle stiffness and bristle end-shape related to adverse effects on soft tissues during toothbrushing? A systematic review. Ranzan N, Muniz FWMG, Rösing CK. Int Dent J. 2019 Jun;69(3):171-182
Powered versus manual toothbrushing for oral health. Munirah Yaacob, Helen V Worthington et Al. Cochrane Library Review. June 2014

Igienista
Igienista dentale laureata nel 2016. Attualmente iscritta alla laurea magistrale in Scienze Tecniche Assistenziali. Perfezionata in Parodontologia e trattamento dello smalto dentale.
Collabora con diversi studi dentistici in Milano e provincia.