Un nuovo tipo di “vetro bioattivo” che ridona ai denti danneggiati i minerali perduti

Un nuovo tipo di “vetro bioattivo” che ridona ai denti danneggiati i minerali perduti

Un nuovo dentifricio al “vetro bioattivo” creato dalla Queen Mary University di Londra ripara i denti cariati.

Un’équipe della Queen Mary University di Londra ha creato un particolare tipo di vetro a rapida dissoluzione denominato “vetro bioattivo” che, aggiunto al dentifricio, ripara i denti colpiti da carie.

Lo stesso team aveva sviluppato in precedenza altre versioni di vetro bioattivo che rilasciano fluoro, o fluoruro di sodio, formando una sostanza chimica che imita la composizione di denti e ossa, e che aggiunta a dentifrici ed otturazioni dentali reintegra le sostanze perdute dai denti, ad esempio a seguito del consumo di bevande acide come le bibite gassate, riparandoli.

I dentifrici al fluoro sono abitualmente raccomandati dai dentisti perché aiutano a prevenire la formazione della carie e perché rinforzano i denti. In effetti il fluoro, a contatto con l’acqua e grazie all’azione dello spazzolino, si scioglie in bocca e si deposita sullo smalto proteggendo i denti dall’azione dei batteri presenti nella nostra bocca.

L’evoluzione del “vetro bioattivo”.

Il passo successivo compiuto dagli studiosi della Queen Mary University è stato quello di creare un vetro bioattivo contenente cloro.

La società del team BioMin Technologies Ltd che aveva già lanciato il primo dentifricio al vetro bioattivo al fluoro ha successivamente messo in commercio un nuovo dentifricio remineralizzante chiamato “BioMinC” contenente cloro, destinato a chi preferisce evitare un prodotto al fluoro temendo che sia dannoso per la salute.

Si tratta in questo caso di un mito da sfatare perché, benché ingerire quotidianamente un’alta concentrazione di fluoro potrebbe alla lunga essere dannoso per la nostra salute i dentifrici in commercio contengono al massimo 1.500 ppm (parti per milione) di fluoruro di sodio, come dettato dalle direttive dell’Unione Europea.

Fonti:

https://www.qmul.ac.uk/media/news/items/smd/199913.html

https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acs.jpcb.7b02986