Un sorriso sano anche da anziani: un obiettivo soprattutto per la salute

Un sorriso sano anche da anziani: un obiettivo soprattutto per la salute

È stato scoperto che chi perde i denti ha un maggior rischio di sviluppare malattie la demenza e la malattia di Alzheimer.

Ecco ciò che è emerso dallo studio prospettico di 5 anni su 1.500 anziani condotto da Kenji Takeuchi della Kyushu University in Giappone, pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society.

La demenza

Si tratta di un disturbo acquisito su base organica delle funzioni intellettive che sono state in precedenza acquisite: memoria e almeno una tra pensiero astratto, capacità critica, linguaggio, orientamento spazio-temporale, con conservazione dello stato di coscienza vigile. Le cause di tale malattia non sono ancora esattamente conosciute, ma ne è affetto circa il 5% della popolazione mondiale oltre i 65 anni e circa il 30% degli oltre 85.

Lo studio

Gli autori dello studio hanno voluto indagare l’associazione tra la perdita dei denti e la demenza.

Lo studio, iniziato nel 2007 nel distretto Giapponese di Fukouka, ha utilizzato un campione di 1.500 cittadini over 60 a cui è stato registrato il numero di denti rimasti.

I soggetti sono stati seguiti nel tempo dal sistema sanitario locale e in circa 350 di questi sono comparsi dei sintomi neurorologici di demenza, malattia di Alzheimer o demenza vascolare.

I risultati

I soggetti con meno denti erano significativamente più soggetti a queste tre gravi patologie neurologiche.

Le 4 ragioni possibili secondo l’autore dello studio

Per spiegare l’aumentato rischio di demenza Takeuchi spiega che potrebbe essere legato a:

1) la ridotta masticazione e l’alterata occlusione che riducono il flusso ematico cerebrale,

2) la difficoltà masticatoria che impoverisce la dieta,

3) lo stato di infiammazione cronica che, causando la perdita dei denti, può portare alla demenza,

4) la scarsa salute orale che è  lo specchio di una scarsa salute sistemica e può quindi favorire la malattia.

Le considerazioni

«Sono circa otto milioni gli anziani che sfuggono ai controlli di routine dal dentista, soprattutto per motivi di costi: in parte perché le cure odontoiatriche in Italia sono quasi completamente appannaggio del settore privato, in parte per la contrazione di redditi e pensioni», osserva Claudio Gatti, presidente della SIdP.

La prevenzione e la parodontite

Continua Gatti: “Il dentista e l’igienista dentale devono diventare i tutor per la salute della bocca, per le persone di tutte le età e in particolare per gli anziani. L’invecchiamento porta a un’alterazione strutturale dei tessuti gengivali. Ma l’età da sola non è un vero fattore di rischio per la parodontite, perché una corretta igiene potrebbe scongiurarla”.

Leggi qui le altre conseguenze sul corpo e sulla mente della perdita dei denti »

https://ilbruxismo.it/la-salute-dei-tuoi-denti/perdita-dei-denti-le-conseguenze-sul-corpo-sulla-mente/

 

Fonte:

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jgs.14791/abstract